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Red 25 agosto 2018
Mobili ed arredi: lavoro, qualità, design ed innovazione contro il low cost. Nell´Isola, 2mila imprese del comparto “legno e arredo” per un Made in Sardegna di eccellenza. «Alla domanda esigente rispondiamo con prodotti di alto valore», dichiara il presidente regionale di Confartigianato imprese Antonio Matzutzi
Artigianato: obiettivo casa


CAGLIARI - Falegnami, tappezzieri, ebanisti, produttori di mobili, infissi e complementi, ma anche riparatori, realizzatori di oggetti in sughero e di materiali per l’edilizia. In Sardegna, sono quasi 2mila le imprese del comparto “legno e arredo”; di queste più del 75percento (oltre 1.500) sono realtà artigiane, un settore in netta ripresa dopo gli anni nerissimi della crisi che offre opportunità e lavoro a più di 3mila persone (circa 1.900 addetti nel solo settore artigiano), secondo i dati certificati dall’analisi dall’Osservatorio per le Pmi di Confartigianato imprese Sardegna, su fonte Istat. «Mobili, complementi d’arredo e tanti altri prodotti e servizi: è questo il Made in Sardegna e il Made in Italy che conquista l’estero e che esprime una forte vocazione anche nella nostra Isola, attraverso il lavoro, l’innovazione e il design delle piccole imprese - afferma il presidente di Confartigianato imprese Sardegna Antonio Matzutzi - un settore che non ci sta a essere rimpiazzato dai prodotti low cost».

Nell’Isola, delle 1.999 imprese dell’intero comparto, 1.553 appartengono al settore Legno (1.183 artigiane), 221 dell’Arredo (artigiane 128) e 225 della Tappezzeria (196 le micro e piccole). Dei 3.028 addetti, il 62,2percento (1.884 lavoratori) è artigiano. «Le nostre piccole e medie realtà - continua Matzuzi - sono forti di una tradizione familiare nel produrre, essendo spesso imprese che si tramandano da generazioni. Ora hanno anche le capacità di innovare con una forte attenzione ai nuovi stili e alle nuove esigenze. In ogni caso, lo stile sardo e italiano è sempre molto apprezzato soprattutto quando si parla complementi, perché le piccole realtà hanno la capacità di offrire prodotti di alto valore e gamma, ma anche per la duttilità rispetto alle richieste della clientela». A livello provinciale, il maggior numero delle imprese si trovano nella Sardegna del nord (Sassari-Gallura): 855 attività (di cui 598 artigiane), che danno lavoro a 1.637 addetti. Segue l’area di Cagliari con 643 attività di legno-arredo-tappezzerie, di cui il 75percento (482 realtà) sono artigiane per una occupazione di 408 addetti. Poi Nuoro con 343 realtà (288 artigiane) ed Oristano con 158 aziende (139 artigiane). Nel 2017, l’export del settore ha garantito al sistema sardo del legno ed arredo, vendite all’estero per 22,5milioni di euro, di cui quasi 22milioni solo sul legno.

«La battaglia per la crescita delle aziende - puntualizza il presidente - dobbiamo combatterla soprattutto all’estero rispondendo a una domanda esigente con prodotti di altissima qualità, rifiniti ad arte; su questo terreno dobbiamo giocarci le possibilità di vendita e crescita. Da tempo, lavoriamo per incrementare l’export delle imprese con incontri business-to-business e visite sul territorio per consentire alle imprese di avere un confronto diretto con i buyer e, quindi, con i mercati esteri. In pratica, mettiamo, a costo zero, le aziende nelle condizioni di attestare l’appetibilità delle proprie produzioni per indirizzarle verso quei mercati ritenuti più adatti a intraprendere dei rapporti commerciali. Per gli imprenditori – conclude Antonio Matzutzi - è fondamentale sfruttare tutte le occasioni d’internazionalizzazione offerte da iniziative come gli Incoming, che possono garantire nuove e proficue opportunità di espansione in altri mercati».
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