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Alguer.itnotiziesardegnaPoliticaAgricoltura › Latte: via libera al riconoscimento Oilos
Red 2 novembre 2018
«Dopo il prossimo ok della Conferenza Stato-Regioni, manca solo la firma del ministro», ha dichiarato l´assessore regionale dell´Agricoltura Pier Luigi Caria, che sottolinea il via libera della Commissione Politiche agricole al riconoscimento da parte dell’Organismo interprofessionale latte ovino sardo
Latte: via libera al riconoscimento Oilos


CAGLIARI - È sempre più in dirittura d’arrivo il percorso di riconoscimento ufficiale da parte governativa dell’Organismo interprofessionale latte ovino sardo. La Commissione Politiche agricole, riunita mercoledì a Roma, ha dato il via libera all’iniziativa proposta dalla Regione autonoma della Sardegna e dall’Organismo interprofessionale. «Siamo all’ultimo miglio del lungo iter di riconoscimento dell’Oilos, adesso manca un passaggio in Conferenza Stato-Regioni e quindi la firma del ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio».

Questo il primo commento dell’assessore regionale dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, che ha aggiunto: «Siamo sempre più vicini a raggiungere il traguardo dove, per la prima volta, i maggiori attori del comparto lattiero-caseario ovino sardo potranno operare per governare al meglio il mercato, fra programmi di produzione e diversificazione delle trasformazioni, così da costruire percorsi di stabilità rispetto al costante saliscendi del prezzo del latte pagato ai pastori. Abbiamo di fronte a noi una sfida unica e storicamente determinante per assicurare un futuro alle migliaia di produttori primari che tutti i giorni faticano nelle proprie aziende. Garantire una stabilità del prezzo del latte per almeno un triennio – ha auspicato l’assessore – darebbe una solidità e una capacità organizzativa maggiore alle imprese pastorali, soprattutto sul piano della programmazione e degli investimenti. È impensabile che, come accade da troppi anni, si passi da stagioni dove il latte viene pagato 1 euro al litro ad altre dove si scende sotto i 60centesimi. In queste condizioni qualsiasi comparto produttivo non avrebbe la forza di poter rimanere sul mercato».

L’organismo interprofessionale non ha al proprio interno rappresentanti della Regione autonoma della Sardegna, che opera solo come soggetto di supporto per le attività di assistenza tecnico-amministrativa. L’Oilos, con sede legale ad Oristano, all’Aras di Nuraxinieddu, è composta da venticinque soggetti che hanno designato a loro volta undici rappresentanti: cinque del mondo della cooperazione, tre per la parte privata dell’industria e tre per i produttori primari (le Organizzazioni dei produttori composte dai pastori). Fanno parte di Oilos anche i Consorzi di tutela del pecorino romano, pecorino e fiore sardo, e le associazioni di categoria agricola Coldiretti, Cia, Copagri, Confagricoltura, Confcooperative, Legacoop ed Agci. Presidente è Salvatore Pala, già presidente della Coop.Unione pastori di Nurri, mentre vicepresidenti sono Pier Luigi Pinna (Fratelli Pinna di Thiesi) e Rino Putzolu (Op Pastori associati Sardegna di Villanovaforru). “Con il riconoscimento finale – ha spiegato Pala – avremo tutti gli strumenti di legge per lavorare a pieno regime e chiedere le risorse per fare partire una macchina che ci permetta di intervenire davvero sulle dinamiche e le pratiche che possono essere messe in moto per governare positivamente uno dei settori più radicati nella tradizione e nei diversi territori della Sardegna”.

Nella foto: l'assessore regionale Pier Luigi Caria
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