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Red 12 gennaio 2019
La spesa delle risorse comunitarie Por Fesr 2014-2020. La Regione autonoma della Sardegna ha speso finora poco più del 20percento delle risorse in dotazione con una spesa certificata del 17percento. Alla fine del 2018, risultano impegnati 386milioni, di cui 191 effettivamente spesi con una spesa certificata di 161milioni
Fondi Ue: report della Cna Sardegna


CAGLIARI - Mancano solo due anni alla chiusura della programmazione comunitaria Por Fesr 2014-2020 e la Sardegna ha speso poco più del 20percento delle risorse a disposizione con una spesa effettivamente certificata che supera di poco il 17percento. E’ quanto si evince dall’ultimo report del Centro studi della Cna Sardegna, che analizza la spesa dei fonti comunitari da parte della Regione sarda comparando l’attuale programmazione a quella relativa al ciclo 2007-2013. In base al report (che analizza i dati, aggiornati al 7 gennaio, presenti nella sezione dedicata alla programmazione europea del sito della Regione), alla fine del 2018 risultano impegnati 386milioni, di cui soltanto 191 effettivamente spesi. A tale data, la spesa certificata ammonta a 161milioni, un dato che rappresenta il raggiungimento dell’obiettivo minimo di spesa per il 2018, fissato in 141milioni, ma questo risultato è molto più basso di quello relativo al ciclo di programmazione precedente. Nel vecchio ciclo programmatorio, che ha visto assegnata la totalità delle risorse disponibili, al 31 dicembre 2011 la spesa certificata relativa a progetti Fesr era stata pari al 26percento della dotazione complessiva.

«Anche se l’obiettivo minimo per il 2018 è stato centrato – ammoniscono Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna - la realizzazione dei progetti della nuova programmazione sembra procedere ad un ritmo più lento della precedente. Per questo, sarà necessario anche nei prossimi anni un rush finale per un pieno utilizzo delle risorse Ue. Confidiamo in una forte accelerazione della spesa e nella capacità, già dimostrata dalla Sardegna nel precedente ciclo di programmazione, di colmare i ritardi iniziali attestandosi tra le Regioni più virtuose nella spesa dei fondi comunitari nella seconda parte del settennio. Tutto ciò mette in evidenza una modalità, forse non solo italiana, ma che certo caratterizza il nostro Paese, di una corsa finale per raggiungere l’obiettivo ed evitare il disimpegno delle risorse, in molti casi vitali, messe a disposizione dalla Ue. I dati disponibili per una valutazione del nuovo ciclo programmatorio sembrano confermare questa modalità, non certo virtuosa, ma che pare in qualche modo insita nell’impalcatura assai complessa e ridondante dei meccanismi che regolano l’utilizzo delle risorse comunitarie», concludono Piras e Porcu.

L’ultimo aggiornamento sulla spesa certificata relativa ai progetti della programmazione Ue 2007-2013 rileva un totale assorbimento delle risorse assegnate. Al 31 marzo 2017, ultima data utile per la certificazione dei pagamenti effettuati dalle amministrazioni titolari di programmi operativi del ciclo Ue 2007-2013, la spesa certificata per progetti relativi ai due programmi Fesr e Fse ammonta a 46,2miliardi, a fronte di risorse programmate per i due fondi obiettivi Convergenza e Competitività pari a 45,8miliardi. Ovvero risultano certificati pagamenti “in eccesso” rispetto alla dotazione della Ue. Considerando la spesa certificata riferita a progetti di cui ai programmi regionali Fse e Fesr, al 31 marzo 2017 le autorità dei programmi operativi regionali hanno certificato il 104percento del totale, quota che scende al 101percento comprendendo anche i programmi interregionali. A livello di singole Regioni, Toscana ed Emilia Romagna sono le più virtuose, ma si collocano nelle primissime posizioni anche la Puglia e la Sardegna, entrambe prima del Piemonte. Fanalino di coda la Sicilia e, a sorpresa, anche il Trentino Alto Adige, sebbene su livelli di spesa assai più contenuti rispetto alle Regioni meridionali, dove le risorse Ue hanno un ruolo fondamentale per rilanciare l’economia e sostenere lo sviluppo del territorio.

L’accelerazione del processo di spesa e certificazione dei fondi Ue è stata sicuramente agevolata dalla fissazione di precisi target di impegno e di spesa certificata da parte della Commissione europea e soprattutto dall’introduzione di una sanzione finanziaria (rimodulazione delle risorse in favore di altri programmi) in caso di mancato raggiungimento degli stessi. Basta ricordare che la spesa certificata per progetti in Sardegna riferita ai programmi Fesr e Fes era pari a 1.623milioni alla fine del 2015, ovvero il 79,7percento della dotazione complessiva. Nei due anni e tre mesi successivi, l’incremento è stato del 32percento, portando la spesa certificata a 2,143miliardi di euro, ovvero il 5,3percento in più rispetto alla dotazione complessiva del vecchio ciclo di programmazione, pari a 2,036miliardi, di cui 972milioni finanziati da fondi Ue. Una crescita assai più veloce rispetto a quella registrata in media da tutte le regioni, pari al 26percento nello stesso periodo.
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