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Bruno Caria Amici della Terra
Stefano Deliberi Gruppo d’Intervento Giuridico 25 gennaio 2004
Le associazioni ecologiste “Amici della Terra” e “Gruppo d’Intervento Giuridico” chiedono all’amministrazione algherese informazioni sul progetto turistico-edilizio nell’area del Parco
Sul caso Baroudi-Mugoni scendono in campo gli ecologisti


Premesso che si è appreso dalla Stampa regionale del recente incontro con la Giunta municipale di Alghero per l’imminente presentazione di un nuovo progetto turistico-edilizio da parte del Gruppo immobiliare del finanziere libanese Edward Baroudi (Capinvest International, holding con sede in Lussemburgo controllante la Società Immobiliare per il Turismo Economico – S.I.T.E. s.p.a. e la Costa del Corallo s.p.a.) sulla costa di Porto Conte – Pineta Mugoni, in Comune di Alghero (SS). Secondo le notizie stampa il progetto appare prevedere una volumetria complessiva di metri cubi 600.000 su 285 ettari (di cui 22 da edificare), un hotel 5 stelle da 250 suites (60 nella ristrutturata Villa Mugoni + 190 in struttura adiacente) da affidare in gestione alla The Ritz – Carlton Hotel Company, un hotel 4 stelle da 450 stanze da affidare in gestione alla Marriot International Corporation, due campi da golf da 18 buche, 24 campi da tennis, un club spiaggia, un porticciolo da 80 posti barca, un centro di talassoterapia, servizi commerciali, viabilità, altre opere di urbanizzazione primaria, ecc. Detto intervento sembra prevedere investimenti pari a circa 340 milioni di euro, di cui il 40 % (136 milioni di euro) con fondi propri ed il restante 60 % (204 milioni di euro) mediante finanziamenti a fondo perduto reperibili a livello comunitario, nazionale e regionale. L’intervento turistico-edilizio sarebbe realizzato – sempre secondo notizie stampa – grazie ad un accordo di programma ex art. 28 della legge regionale n. 45/1989 e successive modifiche ed integrazioni (comunque strumento attuativo della pianificazione territoriale) fra Gruppo privato, Regione autonoma della Sardegna e Comune di Alghero;
- già con nota del 28 luglio 2003 le scriventi Associazioni ecologiste richiedevano alle pubbliche amministrazioni competenti informazioni a carattere ambientale ed opportuni interventi in ordine al predetto progetto turistico-edilizio: l’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente – Servizio S.I.V.I.A. rendeva noto (nota n. 37322 del 12 settembre 2003) che “non è pervenuta alcuna richiesta di verifica e di valutazione d’impatto ambientale”, mentre il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio – Dipartimento per l’assetto dei valori ambientali del territorio – Direzione per la conservazione della natura chiedeva, per quanto di sua competenza, all’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente, alla Provincia di Sassari ed al Comune di Alghero quali iniziative siano state adottate per sottoporre il progetto alle necessarie procedure della valutazione di incidenza (direttiva n. 92/43/CEE, D.P.R. n. 357/1997, D.P.R. n. 120/2003), ricordando – in assenza – le responsabilità in sede comunitaria;
- l’area di Porto Conte è tutelata con specifico vincolo paesaggistico ai sensi degli artt. 139-140 (individuata con D.M. 4 luglio 1966) e 146, lettere a, g, del decreto legislativo n. 490/1999, nonché (fascia dei mt. 300 dalla battigia marina) con vincolo di conservazione integrale ai sensi dell’art. 2, comma 1°, lettera a, della legge regionale n. 23/1993. Rientra, inoltre, nel parco naturale regionale “Porto Conte” ai sensi della legge regionale n. 4/1999, dove “sono vietate … le attività e le opere che possono compromettere la conservazione del paesaggio e degli ambienti naturali, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat” (art. 26, comma 1°, della legge regionale n. 4/1999) e nel proposto sito di importanza comunitaria (pSIC) “Capo Caccia e Punta del Giglio” (codice ITB010042) ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora, esecutiva con D.P.R. n. 357/1997 (individuazione pSIC con D.M. 3 aprile 2000, n. 65 e con determinazione Direttore Servizio cons. natura Ass.to reg.le Dif. Ambiente n. 2689/V del 6 dicembre 2002);
- in seguito al noto annullamento del piano territoriale paesistico n. 5, esecutivo con D.P.G.R. 6 agosto 1993, n. 270, sancito con D.P.R. 29 luglio 1998 dietro ricorso straordinario al Capo dello Stato inoltrato dall’associazione ecologista Amici della Terra, ha ripreso vigenza il decreto Assessore reg.le P.I. e BB.CC. 23 dicembre 1985, n. 3004 (in suppl. ord. n. 1 al B.U.R.A.S. n. 1 del 9 gennaio 1986) portante vincolo di non modificabilità temporanea del territorio, fra l’altro, di tutta la fascia costiera di Porto Conte fino all’approvazione definitiva del nuovo piano territoriale paesistico ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 1 ter della legge n. 431/1985: il nuovo vigore del suddetto provvedimento di vincolo è stabilito automaticamente in base all’art. 162 del decreto legislativo n. 490/1999 che, inoltre, dispone per le aree interessate il divieto di rilascio di autorizzazioni paesaggistiche ex art. 151 del decreto legislativo n. 490/1999, anche in sede sub-delegata ai sensi della legge regionale n. 28/1998. Con nota prot. n. 1035 TP/SS del 3 febbraio 2000 l’Assessorato P.I. e BB.CC. della Regione autonoma della Sardegna ha opportunamente portato a conoscenza dei Comuni interessati le suddette disposizioni;
- inoltre, la realizzazione di “Villaggi vacanza, complessi alberghieri” è subordinata a preventiva ed eventualmente positiva conclusione del procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) ai sensi della direttiva n. 97/11/CE (allegato II, punto 12, lettera c), che ha integrato e modificato la precedente direttiva n. 85/337/CEE (allegato II, punto 11, lettera a), dell’atto di indirizzo e coordinamento per l’attuazione delle disposizioni in materia di V.I.A. emanato con D.P.R. 12 aprile 1996 (allegato B, punto 8, lett. a) e della normativa regionale in materia (artt. 31 della legge regionale n. 1/1999, 17 della legge regionale n. 17/2000 e 20, comma 12°, della legge regionale n. 3/2003): deve in proposito ricordarsi che l’interessamento di un parco naturale regionale e di un pSIC comportano l’obbligatorietà dello svolgimento del preventivo e vincolante procedimento di V.I.A.;
- in ogni caso il rilascio di specifico nullaosta paesaggistico deve essere preceduto da congrua istruttoria (vds. Cons. Stato, Sez. IV, 4 dicembre 1998, n. 1734; Cons. Stato, Sez. VI, 30 settembre 1995, n. 1047), deve essere adeguatamente motivato con l’enunciazione dell’attività istruttoria che ha portato alla concreta valutazione di compatibilità paesaggistico-ambientale dell’intervento proposto (vds. Cons. Stato, ad. plen., 14 dicembre 2001, n. 9; Cons. Stato, sez. VI, 4 febbraio 2002, n. 657; Cons. Stato, Sez. VI, 9 settembre 1997, n. 1303; Cons. Stato, sez. VI, 30 settembre 1995, n. 1047) e, ovviamente, non deve consentire una “deroga” al vincolo medesimo, autorizzando la realizzazione di un’opera, valutata nel complesso degli interventi e non nelle singole parti (vds. Cons. Stato, Sez. VI, 20 giugno 1997, n. 952), che oggettivamente degrada i valori ambientali/paesaggistici tutelati (vds. Cass. pen., S. U., 12 gennaio 1993, n. 248; Cass. pen., Sez. VI, 14 giugno 1980, n. 7652; Cass. pen., Sez. III, 13 novembre 1992, n. 10956; Cass. pen., Sez. III, 24 novembre 1989; Cons. Stato, Sez. IV, 4 dicembre 1998, n. 1734; Cons. Stato, Sez. VI, 4 settembre 1998, n. 1210; Cons. Stato, Sez. VI, 14 novembre 1991, n. 828; T.A.R. Sardegna, 29 settembre 1992, n. 1083). Tali aspetti risultano decisamente molto importanti in quanto il detto progetto turistico-edilizio appare oggettivamente modificare radicalmente la conformazione paesaggistico-ambientale di una delle poche aree costiere di vasta estensione ancora sostanzialmente integre nel Mediterraneo.

Pertanto CHIEDONO,
alle SS.VV., verso importo di fotoriproduzione e di spedizione ed entro 30 giorni dal ricevimento della presente, delle informazioni a carattere ambientale concernenti copia delle necessarie autorizzazioni amministrative eventualmente rilasciate in favore del progetto turistico-edilizio in argomento, ai sensi degli artt. 14, comma 3°, della legge n. 349/1986, 2, 22-25 della legge n. 241/1990, 1-6 del decreto legislativo n.
39/1997, 10 del decreto legislativo n. 267/2000 e delle leggi regionali nn. 47/1986, 40/1990.
Si richiede, inoltre, l’adozione dei motivati provvedimenti di diniego/annullamento ai sensi degli artt. 151 e 153 del decreto legislativo n. 490/1999 che si rendessero eventualmente necessari a salvaguardia dei valori ambientali/paesaggistici. Si richiede, infine, il preventivo svolgimento del vincolante procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.), come sopra meglio argomentato. Tanto portano a conoscenza delle Autorità in indirizzo affinchè possano eventualmente rispettivamente esperire le procedure previste dall’art. 226 del trattato CE e dall’art. 5 del decreto legislativo n. 112/1998. Il presente atto costituisce, comunque, intervento nel procedimento amministrativo ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 9 e ss. della legge n. 241/1990 e successive modifiche ed integrazioni e 15 e ss. della legge regionale n. 40/1990 relativo all’emanazione del provvedimento finale di approvazione o diniego dell’autorizzazione definitiva alla realizzazione dell’intervento proposto, con tutti i diritti e facoltà di legge.
Con riserva di ulteriori iniziative per la salvaguardia dei valori ambientali/paesaggistici.
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