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Alguer.itnotiziealgheroSpettacoloTeatro › Ascanio Celestini al Teatro Civico
Red 27 marzo 2019
Tra le voci più interessanti ed originali della scena italiana contemporanea, l´artista romano torna nell’Isola sotto le insegne de “La grande prosa” firmata Cedac per un duplice appuntamento, domani e venerdì, ad Alghero con “Pueblo”, in cartellone anche sabato al Teatro Centrale di Carbonia, per poi chiudere la tournée, domenica, al Teatro San Giuseppe/BocheTeatro di Nuoro con “Laika”, nell’ambito del Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna
Ascanio Celestini al Teatro Civico


ALGHERO - Storie di (stra)ordinaria follia e vite ai margini con Ascanio Celestini, in tournée nell’Isola sotto le insegne del Cedac per la Stagione 2018-2019 de “La grande prosa”. L’istrionico attore, autore e regista sarà protagonista domani, giovedì 28, e venerdì 29 marzo, alle 21, al Teatro Civico di Alghero, per un duplice appuntamento con “Pueblo”, in cartellone anche sabato 30, alle 20.45, al Teatro Centrale di Carbonia, mentre domenica 31, alle 20.30, al Teatro San Giuseppe/BocheTeatro di Nuoro, l’artista romano proporrà “Laika” (in collaborazione con BocheTeatro), nell’ambito del Circuito multidisciplinare dello spettacolo in Sardegna.

Una moderna epopea dei vinti narrata in chiave onirica dallo straordinario affabulatore capace di evocare mondi lontani e fantastici e trasfigurare in poesia il degrado delle periferie metropolitane: l’ideale trilogia, iniziata con Laika (2015) e proseguita con Pueblo (2017), affronta temi delicati e scottanti come le moderne migrazioni e lo sfruttamento dei clandestini, per scoprire la bellezza nascosta nella routine del quotidiano e perfino nella lotta per la sopravvivenza degli ultimi tra gli ultimi, tra slanci di incomprensibile generosità e preziosi e rari gesti di solidarietà. Focus sulla folla degli “invisibili” che abitano in città (dai clochards ai sans-papiers, ma anche i bambini educati alla dura scuola della vita di strada, cresciuti in famiglie disastrate o in istituti a dir poco inadeguati e sugli “zingari”, tra pregiudizi e fascino di un’esistenza libera e fuori dalle regole) in una narrazione corale fatta di tante storie che si intrecciano, tra allegria e malinconia, innocenza e crudeltà.

Celestini (sulla colonna sonora eseguita dal vivo da Gianluca Casadei) raffigura un variopinto microcosmo “sommerso” e quasi irraggiungibile, perfettamente nascosto sotto la superficie della rasserenante anche se forse un po’ banale (e spesso illusoria) “normalità”, un universo parallelo dove un padre insegna alla figlia a rubare ed un altro padre, scomparso o perduto, riaffiora dai sogni, mentre una madre sembra smarrirsi e svanire in una sorta di lontananza oltre il muro delle illusioni. Amare verità messe a nudo con l’ingenua semplicità dei cuccioli della specie e dei puri di cuore, ignari del male, testimoni e vittime della perfidia e della sopraffazione, eppure ancora capaci di indignarsi per un’ingiustizia e di provare empatia verso i propri simili. L’artista restituisce la voce a chi non sa o non può (più) parlare ne tanto meno gridare la propria rabbia o la propria delusione, il proprio sconcerto o il proprio dolore, seguendo il filo dei pensieri per offrire l’immagine commovente di un’umanità fragile con tutti i suoi difetti, le sue intemperanze e debolezze, gli errori e gli incidenti di percorso, ma capace di resistere alle peggiori intemperie (reali e metaforiche) con un’irresistibile, perfino contagiosa voglia di vivere.

Nella foto: Ascanio Celestini
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