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Alguer.itnotiziesardegnaAmbienteCoste › Legambiente: C´era una volta il mare
Red 22 maggio 2019
L´associazione ambientalista presenta l’edizione 2019 di Spiagge e fondali puliti: sabato e domenica, oltre 250 appuntamenti in tutta Italia per ripulire dai rifiuti i litorali italiani. L´indagine Beach litter 2019 sottolinea che anche nell´Isola i rifiuti in plastica continuano ad invadere i litorali
Legambiente: C´era una volta il mare


CAGLIARI - L‘indagine del “Beach litter 2019” di Legambiente, conta ed esamina i rifiuti depositati sulle spiagge secondo un protocollo internazionale sviluppato nell’ambito dell’iniziativa “MarineLitter watch” dell’Agenzia europea dell’ambiente; Legambiente e molte altre associazioni europee comunicano all’Agenzia i dati raccolti, con l’obiettivo di creare uno dei più grandi database sui rifiuti spiaggiati costruito dai volontari a livello europeo. Il protocollo è standardizzato, e permette il confronto tra i dati raccolti da chiunque lo utilizzi. Standard è anche la lista dei nomi e dei codici specifici che sono utilizzati per catalogare i rifiuti. L’indagine 2019 fotografa anche quest’anno una situazione critica per molti arenili italiani: in particolare, nelle cinque spiagge sarde monitorate, per un totale di circa 9mila metri quadri, sono stati trovati una media di 1237 rifiuti ogni 100metri lineari di spiaggia (sono 6187 i rifiuti censiti in totale). Il 94percento dei rifiuti censiti è rappresentato dalla plastica (dato significativamente maggiore rispetto all’81percento della media nazionale), seguita poi da un 4percento di rifiuti in vetro e ceramica, dall’1percento di rifiuti in metallo e da altre frazioni minori.

La cattiva gestione dei rifiuti urbani è la causa principale della presenza dei rifiuti (68percento), insieme alla carenza dei sistemi depurativi che è responsabile del 24percento degli oggetti ritrovati (la media nazionale si attesta sull’8percento). Le attività di pesca ed acquacultura sono responsabili dell’8percento dei rifiuti monitorati (la media nazionale si attesta al 7percento): reti, lenze, scatoline delle esche, non solo pesca professionale, ma anche amatoriale. Infatti, ai primi posti della Top ten dei rifiuti più trovati ci sono cottonfioc e bastoncini di plastica, ma anche tappi, coperchi, anelli di plastica ed oggetti di plastica in genere di media grandezza (solo queste tre tipologie di rifiuti rappresentano circa il 60percento dei rifiuti presi in esame). Non mancano reti o sacchi per mitili o ostriche (calze); posate, piatti, bicchieri e cannucce di plastica; bottiglie di vetro (o frammenti); buste, shopper e buste nere per immondizia o flaconi e contenitori di cosmetici. Il fondo del mare custodisce, al pari della sabbia, delle alghe e delle conchiglie, quantità di plastica inimmaginabili, che ciclicamente le mareggiate depositano sulla riva per poi riprendersi, lavorando il rifiuto così come fanno con le conchiglie. E la plastica, dalla macro monitorata dall’indagine Beach litter alla micro (pezzi inferiori a 0,5centimetri) che invece quest’indagine non prende in considerazione- va spesso sostituendo la componente naturale nella duna e sulla spiaggia emersa con un fenomeno dalle proporzioni sempre più preoccupanti.

«Dobbiamo prendere atto del fallimento del nostro modello di produzione, consumo e gestione del rifiuto – afferma il presidente di Legambiente Sardegna Annalisa Colombu, con i tanti volontari che anche quest’anno stanno portando avanti le campagne di pulizia care all’associazione - E’ urgente prendere coscienza dell’attacco perpetrato dall’uomo all’ecosistema marino negli ultimi decenni e cambiare rapidamente rotta investendo nella ricerca per liberare il mare dalla plastica che già c’è, sostenendo le imprese responsabili che mettono sul mercato alternative valide e accessibili, favorendo gli acquisti responsabili e consapevoli orientati alla riduzione dei rifiuti». E ridurre i rifiuti a monte, e quelli in plastica in particolare, è davvero la priorità dell’oggi, che deve orientare la vita quotidiana di noi cittadini-consumatori nel momento in cui si sceglie cosa mettere nel carrello della spesa, come anche le politiche regionali. Dalla Regione autonoma della Sardegna, già consapevole dell'importanza della riduzione, l'uomo è atteso da sempre maggiori sollecitazioni rivolte al sistema commerciale e l’impegno a promuovere un progetto innovativo per rimuovere le migliaia di tonnellate di rifiuti spiaggiati, che i Comuni, nonostante siano i soggetti direttamente competenti, non hanno le risorse umane ed economiche per affrontare.
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12/9/2019
Carmelo Spada, delegato dell´associazione ambientalista per la Sardegna, chiama all´intervento l´assessore comunale all´Ambiente Andrea Montis: «venga ripristinata la stagionata rovesciata, impedito il passaggio sulle dune ed effettuate verifiche ed eventuali interventi di ripristino sugli apparati ipogei dei pini»
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