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Red 20 giugno 2019
Domani, seconda giornata della 17esima edizione del Festival culturale, a Cagliari, con Michela Murgia, Evelina Santangelo, Helena Janeczek, Irene Loche, Juan Cardenas, Wu Ming, Francesco Abate ed Arrogalla
Prosegue il Marina cafè Noir


CAGLIARI - Prosegue a Cagliari la 17esima edizione del Marina café Noir. Domani, venerdì 21 giugno, è in programma una giornata densa di incontri con alcuni dei più autorevoli narratori e narratrici italiani ed internazionali. Ed ancora musica, reading e spettacoli: una riflessione a 360gradi attorno al “Contrario di uno”, il tema scelto quest’anno come filo conduttore del Festival. Si comincerà alle 18, in Piazza Garibaldi con un appuntamento dedicato ai bambini. In scena Daniele Pettinau, con “Efisio e la peste”, spettacolo di burattini per famiglie che prende forma come un viaggio nel tempo e nella fantasia alla scoperta della vita del santo guerriero, legato (tra sacro e profano) all’animo più popolare della città. Alle 18.45, toccherà ad Irene Loche, sul palco di Piazza San Domenico, introdurre in musica il primo incontro letterario della giornata. Chitarrista, cantante e compositrice dal sempre maggior respiro internazionale, Loche ha da poco esordito come solista con un progetto discografico intimo, in cui si incontrano sonorità folk e soul.

Alle 19, spazio a “Controvento”, un incontro con tre donne, tre combattenti, tre figure apicali della letteratura italiana contemporanea: Michela Murgia, Evelina Santangelo ed il premio Strega 2018 Helena Janeczek. In conversazione e scambio reciproco, le tre scrittrici, a partire dalle loro ultime produzioni, racconteranno i loro universi letterari e la loro visione (spesso politica, a volte polemica, sempre umanissima) delle cose e delle trasformazioni del tempo d'oggi. Alle 20, appuntamento con una prima volta, quella di Juan Cardenas di fronte al pubblico della Sardegna. Colombiano classe 1978, Cardenas affronterà i temi del suo ultimo romanzo “Ornamento”, pubblicato in Italia da Sur. Un testo che costruisce un mondo distorto eppure poco lontano da questo, forse davvero più vicino al reale che alla distopia. La suggestione del contrario di uno, nelle righe dell’autore sudamericano, prende spunto dall’odierno sfrenato bisogno di apparire perfetti, con tutte le derive cui questo ci porta. A condurre la conversazione di un incontro organizzato in collaborazione con Sur, sarà Cristina Secci, ricercatrice e traduttrice specializzata in Filologia ispanica all’Università di Madrid. Dalle 21, la serata proseguirà in Piazza Garibaldi, con un appuntamento che è, insieme, un gradito ritorno ed uno degli incontri più attesi di questa edizione, quello con i Wu Ming, il collettivo di autori bolognesi ospite del Marina cafè Noir sin dalle prime edizioni. Guidati dal giornalista e scrittore Francesco Abate e dalla storica dell’Università degli studi di Cagliari Valeria Deplano, i Wu Ming torneranno a parlare del concetto di rivoluzione, a vent’anni dall’uscita di “Q”, uno dei loro romanzi più rappresentativi, ed a pochi mesi da “Proletkult”, ultimo tassello dell’ampio ragionamento che il collettivo da sempre porta avanti.

Dalle 22, spazio alle performance, alle letture, alla musica, a tutte quelle arti che accompagnano i libri e dai libri prendono vita, nel nome di quel concetto di Festival di letterature applicate che da sempre affianca la dicitura Marina cafè Noir. Si comincerà con l’omaggio a Herman Melville “Chiamatemi Ismaele”, dedicato al celebre incipit di Moby Dick, a duecento anni dalla nascita del grande autore nordamericano. In scena l’attore Senio Dattena, già ospite delle prime pioniere edizioni del Mcn con i suoi indimenticabili “Racconti di mezzanotte”. Alle 22,15, tornerà sul palco Murgia, stavolta nelle vesti di interprete, con il suo “Istruzioni per diventare fascisti”, un monologo accompagnato dalla drammaturgia sonora eseguita dal vivo da Arrogalla, progetto che da mesi è rappresentato in tutta Italia e che approda in Sardegna. Un monologo che offre istruzioni di metodo ed in particolare istruzioni di linguaggio, l’infrastruttura culturale più manipolabile che abbiamo. Le parole generano comportamenti e chi controlla le parole di tutti, controlla i comportamenti di tutti. È da lì, dai nomi che si danno alle cose e da come vengono raccontate, che il fascismo può affrontare la sfida di tornare contemporaneo. Sipario, alle 23, con uno reading-concerto che è anche un’anticipazione del programma di sabato: Elio Arthemalle e l’Armeria dei Briganti porteranno in scena “I tempi nuovi”, tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Robecchi, che il giorno seguente incontrerà il pubblico del Mcn. Una riflessione, quella dell’autore milanese, articolata sul confine tra bene e male, che sembra sempre più facile da varcare in un mondo contemporaneo in cui tutto è mischiato, tra brave persone che diventano delinquenti ed occasioni che diventano tentazioni irresistibili. La 17esima edizione del Mcn proseguirà sabato 22, con lo stesso Robecchi, Gary Younge, Neri Marcorè, Roy Paci e molti altri.

Nella foto: il premio Strega 2018 Helena Janeczek
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