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Alguer.itnotiziesardegnaOpinioniUrbanisticaUrbanistica e soprintendenze, votati per cambiare
Gian Carlo Acciaro 28 agosto 2019
L'opinione di Gian Carlo Acciaro
Urbanistica e soprintendenze, votati per cambiare


Il 24 febbraio il Popolo Sardo ha scelto da chi farsi governare e lo ha fatto attribuendo a Christian Solinas un consenso straordinario, 15% in più dell’avversario che è arrivato secondo: Massimo Zedda. È evidente che i Sardi, con quei 364.000 voti, hanno voluto premiare sia Solinas che il suo Programma Elettorale; ed in quel Programma vi era chiaramente scritto che si sarebbe proceduto a redigere una nuova legge Urbanistica ed a fare una battaglia per “regionalizzare” le Soprintendenze. La volontà popolare ha quindi certificato la bontà delle idee e dei programmi della coalizione di Centro Destra, Autonomista e Civica, a trazione Sardista. Pertanto le posizioni di qualche associazione ambientalista, peraltro le stesse sostenute da quel Centro Sinistra che è stato sonoramente sconfitto, sono da considerare rispettabilissime, ma fortemente minoritarie tra il Popolo Sardo e quindi, hanno un valore puramente accademico. Questa è la Democrazia, tutto il resto è pura demagogia spicciola, improduttiva e forviante.

La Sezione Sardista di Sassari, Futuro è Indipendenza, invita il Governatore Christian Solinas e l’Assessore Quirico Sanna a tenere la barra dritta e percorrere fino in fondo la strada delle riforme annunciate. Siamo il Partito che si propone di condurre la Sardegna all’Indipendenza seguendo un processo condiviso e democratico, a tal fine non può spaventarci la totale assunzione di responsabilità su materie come la protezione del territorio e dell’ambiente della Nazione Sarda. I Sardi non sono secondi a nessuno in fatto di tutela delle nostre peculiarità e valori territoriali, e non lo sono soprattutto rispetto a qualche burocrate Italiano, magari nominato in virtù delle più classiche spartizioni di potere.

Siamo convinti che l’onestà e la professionalità non siano valori in capo solo a chi risiede e decide a Roma, ma piuttosto qualità intrinseche nelle persone umane, a qualsiasi territorio essi appartengano. A tal proposito siamo certi che i Soprintendenti che guideranno i nuovi istituti di tutela, di cui si doterà la Regione Sardegna, saranno donne e uomini di alta caratura morale e intellettuale, che eserciteranno il loro ruolo nel rispetto delle leggi, della tutela del bene paesistico e della “valorizzazione del bello”. La nostra Regione sta pagando un prezzo salatissimo per l’eccesso di burocrazia, di lacci e laccioli che esprime il PPR, una norma che ha frenato l’economia di uno dei settori che creano maggior volano economico: l’edilizia, sia pubblica che privata.

È sufficiente leggere i report periodici sul calo degli occupati e dei fallimenti nel comparto delle costruzioni, che puntualmente diramano istituti specializzati ed associazioni di categoria, per rendersi conto di quanto sia indispensabile mettere rimedio a tutto ciò che crea ostacoli allo sviluppo ed alla crescita economica della Sardegna, predisponendo una nuova legge urbanistica. Ecco perché la posizione del Gruppo di Intervento Giuridico non può essere pregiudizievole a prescindere, da loro ci aspettiamo contributi migliorativi nel merito delle proposte che si metteranno in campo. Solo un’azione di confronto e, perché no, di critica sui contenuti, rendono credibile il lavoro di chi non dovrebbe svolgere compiti politici, altrimenti a questo genere di associazioni non gli resta che una sola strada: presentarsi alle prossime competizioni regionali e farsi giudicare dall’elettorato.

*Segretario della Sezione del PSd'Az di Sassari. Futuro e Indipendenza
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