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Sara Alivesi 22 ottobre 2015
Ad Alghero, il "tesoretto" guadagnato con l'introduzione della tassa di soggiorno potrebbe spingere l'amministrazione comunale a rimodulare le tariffe rivolte ai visitatori. Bocche cucite a Sant'Anna, ma l'idea allo studio sarebbe trapelata in occasione di un recente incontro con le associazioni di categoria
Tassa di Soggiorno: ritocchi


ALGHERO - Risultato che vince non si cambia, si aumenta. Così, ad Alghero, il "tesoretto" guadagnato con l'introduzione della tassa di soggiorno potrebbe spingere l'amministrazione comunale a rimodulare le tariffe rivolte ai vitatori. Un lieve ritocco sull'imposta locale a carico di chi alloggia nelle strutture ricettive ma che, sui numeri di presenze della stagione, potrebbe far crescere le risorse pubbliche destinate al decoro (e non solo) della città. Bocche cucite a Sant'Anna, ma l'idea allo studio sarebbe trapelata in occasione di un recente incontro con le associazioni di categoria. Ed in effetti osservando le tariffe attualmente in vigore in altre località (anche sarde), probabilmente ci sarebbe qualche leggero margine di manovra.

Il 2015, con la tassa, si conferma stagione record. Nei primi nove mesi di applicazione, il balzello ha portato nelle casse del comune di Alghero più di un milione di euro e, fatto non secondario, non ha scoraggiato gli arrivi, cresciuti considerevolmente rispetto all'anno precedente: 586.332 presenze ufficiali nelle strutture ricettive nei mesi estivi (luglio-settembre) contro le 529.210 presenze nello stesso periodo del 2014 [LEGGI]. Una stagione record insomma, confermata da un tasso di riempimento delle strutture alberghiere che non si vedeva da svariati anni.

Scelta obbligata per numerosi comuni. Ad Alghero l'esperienza è iniziata dal primo gennaio di quest'anno (2015) ma la tassa è stata approvata in Consiglio comunale esattamente un anno fa (era il 22 ottobre 2014) [LEGGI]. Si tratta, in realtà, di una strada percorsa da diversi anni in Europa ma anche da tanti comuni turistici in Italia e in Sardegna. Nell'isola sono una decina, quelli a maggior vocazione turistica, da Villasimius a Carloforte e Pula, Budoni, Castiadas. Gli ultimi casi a Olbia [LEGGI] e Cagliari; mentre a Sassari, pur non essendo una vera città turistica, ci hanno provato nei mesi scorsi ma i problemi in maggioranza hanno rallentato l'iter.

Albergatori storicamente contrari. L'introduzione dell'imposta, compresa tra i 2 euro e 0,30centesimi giornalieri (fino ad un massimo di sette giorni) con l'abbattimento del 50% in bassa stagione e l'esenzione totale per bambini e alcune categorie protette, aveva creato non poche polemiche in Riviera del corallo dove la tassa era stata aspramente criticata da parte dell'opposizione e soprattutto dagli albergatori [LEGGI]. Di diverso avviso la stragrande maggioranza degli algheresi che nel sondaggio del Quotidiano di Alghero aveva espresso un sostanziale favore [GUARDA].

ECCO LE TARIFFE IN VIGORE IN RIVIERA DEL CORALLO

Foto d'archivio
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