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Raffaele Cadinu 8 luglio 2019
L'opinione di Raffaele Cadinu
Siamo al corto circuito culturale


La vicenda della chiusura del centro Res Pubblica mi ha colpito molto per un fatto, e cioè che la proposta da Lei pubblicizzata fu fatta a suo tempo dall’UDC come mozione prioritaria per rimanere in maggioranza. Ma forse per il caldo o per il brancaleonismo elettorale che vi contraddistingue, la richiesta di sgombero coatta non è stata richiesta da un partito eletto, ma formulata direttamente da Lei, rappresentante calato dall’alto dal gruppo politico Lega Salvini – Sardegna. Il gruppo che Lei coordina ha ottenuto 81421 preferenze cioè il 11,4% su 790.709 votanti. Se si considera però la percentuale della Lega Salvini valutando anche gli astenuti, cioè tutti i 1.470.401 aventi diritto al voto, il risultato è solo il 5,53%. Cioè il Suo partito trapiantato, o meglio innestato male in Sardegna, rappresenta il 5,53% dei Sardi aventi diritto al voto. Come vedrà non è sufficiente che per tenere alto il fiele dei suoi votanti Lei propagandi, senza conoscere gli aspetti fondamentali e resilienti dei Sardi, la chiusura del Centro di aggregazione Res Pubblica.

D'altronde mi rendo conto che uno che parla per primo, senza interpellare nemmeno i suoi appena eletti, con il solo diritto inoculato di coordinatore, non può non pensare che la ragione è solo la sua e che gli altri possono al massimo stare solo all’ombra della Sua bandiera. Lei però non sa nulla dei Sardi mandati ubriachi a morire nelle trincee per difendere proprio la Sua terra, quella al di la del nostro mare che conosce solo in vacanza. Lei non sa nulla dell’innovazione dei trasporti della Sua terra che ha causato la devastazione della nostra isola, per la quale sono stati distrutti boschi secolari per produrre traversine ferroviarie. Vede… noi Sardi abbiamo una grande esperienza di colonizzazioni, abbiamo nel DNA il gene della diffidenza, quando uno promette di risolvere in 48 ore il problema dei pastori e aumentare il prezzo del latte, non può avere la nostra considerazione, siamo vaccinati.

Lei con il suo modo di fare e di essere, facendo proposte con imperio, senza alcun titolo a farlo se non di rappresentanza di un partito che con un altro nome simile, e del quale ha fatto parte sin dall’età di 14 anni diventando segretario nazionale dei Giovani Padani, si è semplicemente cacciato in un corto circuito culturale. Le ricordo che i Sardi che non hanno votato il suo gruppo o che non hanno semplicemente votato, cioè il 94,47%, sanno che non lo avete duro e che la Lega di Bossi, della quale Lei era segretario nazionale dei Giovani Padani, deve restituire 46 milioni di euro a noi cittadini. Io penso che Lei si debba rendere conto che ha un carisma di cartone, poiché il titolo di coordinatore Le è stato inoculato, senza concorso, da quello che chiamate Capitano e che dovrebbe essere meglio denominato Capitaneo, poiché Lei è solo un valvassore suo dipendente, cioè un signorotto che nei nostri tempi e soprattutto nella nostra terra ospitale e fiera, non può fare altro che pena per l’ignoranza comportamentale e storica. Lei è solo un abbozzo di colonizzatore nominato da chi crede di avere la forza del mare agitato, ma la Sardegna non è lo scoglio cantato da Lucio Battisti, mentre Lei è meno della schiuma della risacca.

(il destinatario dell'opinione è Eugenio Zoffili, commissario per la Lega in Sardegna)
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