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A.B. 14 maggio 2007
Trapianti: «Bisogna divulgare la cultura della donazione»
Aumenta l’attività presso il Centro trapianti di Sassari. Ad oggi sono stati effettuati duecentoquattordici trapianti mentre sono oltre duecentosessanta i portatori di trapianto seguiti dalla struttura
Trapianti: «Bisogna divulgare la cultura della donazione»

SASSARI - Sono Duecentoquattordici i trapianti di rene realizzati a Sassari dal 1989 ad oggi (centinovantacinque dall’apertura ufficiale del Centro avvenuta nel novembre 1996 dopo l’autorizzazione ministeriale, tre dall’inizio del 2007) che denotano un’attività in costante crescita, così come in continuo aumento è il lavoro di “follow up”, cioè di controllo nel tempo dei pazienti che hanno subito un trapianto. Il trapianto del rene rappresenta quindi, per l’Asl n. 1 di Sassari, un’attività di notevole importanza che vede impegnati in stretta sinergia diverse strutture dell’ospedale “Santissima Annunziata”. A partire dal reparto di Nefrologia, Dialisi e Trapianto, quindi dalla Rianimazione alla Chirurgia d’Urgenza, dal Laboratorio analisi al Centro trasfusionale, dal Centro della coagulazione alla Radiologia, dalla Cardiologia all’Urologia, dalla Neurologia a tutti gli altri reparti che collaborano attivamente all’attività del Centro trapianti. Si tratta di anelli importanti e inseparabili di una catena alla quale si legano anche le strutture di altri ospedali della regione. Una vera e propria “filiera” tesa ad unico risultato, quello di salvare la vita umana e garantire ai pazienti una migliore qualità della vita. «In questi anni, oltre all’attività di trapianto, è cresciuta notevolmente anche quella ambulatoriale – afferma Maria Cossu, direttore della struttura complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianti dell’ospedale sassarese –. Oltre all’attività strettamente legata alla donazione, assume notevole importanza quella di controllo nel tempo della situazione clinica e di laboratorio dei pazienti che hanno ricevuto un organo. Questo consente un miglior monitoraggio della terapia immunosoppressiva e, di conseguenza, una migliore sopravvivenza nel tempo dell’organo e del paziente trapiantato». Sono infatti oltre duecentosessanta i portatori di trapianto che vengono seguiti nella struttura sassarese. Tra questi non soltanto i pazienti trapiantati a Sassari, ma anche quelli che hanno ricevuto un organo presso altri Centri, come quelli che hanno subito un doppio trapianto e che, per la terapia che assumono, necessitano di un costante monitoraggio. Dal momento delle dimissioni inizia quindi un vero e proprio lavoro approfondito di controlli periodici da parte dei medici del Centro sassarese. Un’attività particolarmente accurata che, negli anni, ha fatto dell’unità operativa di Nefrologia e trapianto dell’ospedale sassarese un vero e proprio punto di riferimento per il nord Sardegna e non solo. Nel 2004 il Centro nazionale trapianti del Ministero della Salute, dopo aver sottoposto a controllo l’attività del Centro trapianti sassarese, ha dato un giudizio di eccellenza. Dei duecentoquattordici trapianti realizzati a Sassari, centoquaranta sono stati effettuati su pazienti sassaresi, ventotto su pazienti provenienti dalla provincia di Oristano, ventisette dalla provincia di Nuoro, sei da quella di Cagliari, tredici invece da altre regioni d’Italia in particolare dalla Toscana, dalla Campania e dalla Lombardia. «Bisogna tenere sempre alta l’attenzione sui trapianti – conclude Maria Cossu –. I pazienti in lista d’attesa sono sempre numerosi. Questo fa capire quanto ancora sia importante divulgare la cultura della donazione».
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