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S.A.
10:15
Opposizione attacca sulle opere
«E’ un bollettino di guerra»
Lo dichiarano i capigruppo di opposizione ad Alghero all’indomani della presentazione del piano delle opere pubbliche da parte dell’amministrazione comunale
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ALGHERO - «Altro che piano per le grandi opere: quello presentato dall’Amministrazione Cacciotto somiglia a un bollettino di guerra. Cantieri fermi, progettazioni da rifare, autorizzazioni scadute, sottoservizi non mappati, risorse mancanti. Ma il dato politico più grave è che dopo due anni di governo e con avanzi di bilancio superiori a 10 milioni di euro sia nel 2025 che nel 2026, il sindaco Cacciotto non è ancora riuscito a trovare le risorse necessarie per completare opere fondamentali per la città». Lo dichiarano i capigruppo di opposizione Marco Tedde per Forza Italia, Raffaele Salvatore per UDC–Patto per Alghero, Michele Pais per la Lega, Alessandro Cocco per Fratelli d’Italia, Massimiliano Fadda per Prima Alghero e Giovanna Caria per Riformatori Sardi.
Di più: «La circonvallazione ha bisogno di una nuova perizia, di ulteriori fondi comunali e del riavvio della procedura ambientale. Sant’Agostino scopre oggi problemi su sottoservizi e scarichi. L’ex Cotonificio non ha ancora copertura sufficiente per interni e aree esterne. La piscina necessita ancora di verifiche, PFTE, impianti e modello di gestione. Dopo circa 2 anni e mezzo dall’insediamento l’amministrazione Cacciotto dimostra totale assenza di programmazione e l’incapacità di governare i procedimenti». «Colpisce il doppio binario. In alcune operazioni, come l’acquisto dei terreni di Punta Giglio e Capo Caccia o dell’ex ostello di Fertilia, l’Amministrazione trova tempi, strumenti e risorse con sorprendente rapidità. Quando invece bisogna chiudere opere attese dalla città, tutto diventa complicato, lento, incerto e privo di coperture sufficienti». «È il "metodo Cacciotto": priorità confuse, risorse ferme in avanzo e cantieri lasciati a metà. Alghero non ha bisogno di nuovi racconti, ma di opere concluse. Dopo due anni di governo e con queste risorse disponibili, non ci sono più scuse» concludono. |
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