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Zps, 72mila ettari di nuovi vincoli
«Manca un’informazione completa sulle conseguenze per aziende, attività venatorie e territori». Il Centro Studi Agricoli Sardegna chiede alla Regione una proroga di almeno 30 giorni per presentare le osservazioni
![]() SASSARI - Il Centro Studi Agricoli Sardegna chiede alla Regione una proroga di almeno 30 giorni per presentare le osservazioni sulle tre proposte di Zone di Protezione Speciale: "Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz", l’ampliamento della ZPS "Costa ed entroterra di Bosa, Suni e Montresta" e l’area interna tra Ozieri, Mores, Ardara, Tula, Ittireddu, Berchidda e Tempio Pausania. Secondo il CSA, la scadenza del 31 ottobre è troppo ravvicinata rispetto all’ampiezza delle aree e alle possibili conseguenze per aziende agricole, allevamenti, proprietari e operatori venatori. «Molti agricoltori e allevatori non conoscono ancora con precisione le perimetrazioni, le particelle coinvolte, le misure di conservazione e le procedure autorizzative – dichiara il presidente del CSA, Tore Piana –. Servono maggiore informazione, una proroga di almeno 30 giorni e tre incontri territoriali per garantire una partecipazione effettiva». Il CSA chiede alla Regione di organizzare, prima della scadenza del termine per la presentazione delle osservazioni, tre riunioni pubbliche, una per ciascuna area interessata. Gli incontri devono svolgersi necessariamente prima e non dopo la scadenza, perché solo in questo modo agricoltori, allevatori, proprietari e operatori venatori potranno acquisire le informazioni necessarie e presentare osservazioni realmente consapevoli e tempestive. Le riunioni dovranno prevedere la partecipazione di istituzioni, organizzazioni agricole, aziende, proprietari e associazioni venatorie. «La tutela ambientale deve essere perseguita insieme alle comunità locali, garantendo ad agricoltori e allevatori il diritto di conoscere, partecipare e presentare osservazioni consapevoli. Per questo le riunioni territoriali devono essere convocate e svolte prima della scadenza, non successivamente: un incontro dopo il termine non può sostituire una consultazione preventiva e realmente partecipata», conclude Tore Piana.
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