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Stefano Campus 19:47
L'opinione di Stefano Campus
Parco, gestione esclusiva della Città di Alghero
<i>Parco, gestione esclusiva della Città di Alghero</i>

Sento la necessità di intervenire ancora una volta sul futuro del Parco Naturale Regionale di Porto Conte, con l’obiettivo di mettere sul tavolo una proposta capace di tenere insieme due elementi vitali: la piena autonomia del nostro territorio e una reale sinergia istituzionale. Qualche tempo fa, inviando una lettera a tutti i consiglieri comunali in carica, avevo sollevato la questione segnalando quanto fosse urgente aprire questo confronto e fissare alcuni paletti a difesa della nostra autonomia. Oggi rivolgo un appello formale a tutte le forze politiche algheresi, tanto di maggioranza quanto di opposizione e a tutte le associazioni. Serve un confronto pacato, sereno e concreto. Dobbiamo essere capaci di andare oltre gli steccati ideologici e i calcoli di parte per mettere al primo posto l’unico interesse che conta davvero: la tutela della nostra comunità e del nostro patrimonio ambientale. Porto Conte è Alghero. Non parliamo di un’area naturalistica astratta o disabitata. Al suo interno vi sono insediamenti umani e produttivi stabili, si trovano le Grotte di Nettuno e la Grotta Verde, che da sole costituiscono un pilastro economico e una risorsa finanziaria di vitale importanza per le casse e lo sviluppo del Comune di Alghero.

Ecco perché la scelta storica compiuta nel 1999, quella di far coincidere l’assemblea del Parco con il Consiglio comunale di Alghero, è ancora valida. È una decisione attuale perché poggia su un dato oggettivo: l’intero territorio protetto ricade sotto la competenza del Comune. Ed è per questi motivi che la gestione dev’essere di esclusiva competenza della Città di Alghero. Questo però non significa chiudersi in un fortino. Al contrario, la mia è una proposta di apertura verso i partner istituzionali, immaginando un modello di cooperazione in cui la Regione Sardegna, l’Università di Sassari, la Città Metropolitana e l’agenzia Forestas giochino un ruolo da protagonisti attivi. Davanti a un patrimonio e a un tessuto socioeconomico di questa portata, il Parco deve obbligatoriamente svolgere una funzione tecnico-scientifica di altissimo livello. C’è la necessità assoluta di recuperare il tempo finora preziosamente perso: l’obiettivo prioritario deve essere quello di sbloccare e far finalmente approvare il Piano del Parco, uno strumento indispensabile che non può più essere rimandato. Solo attraverso una pianificazione ambientale realmente indipendente, autonoma da condizionamenti esterni e ritagliata sulle reali esigenze del nostro territorio, potremo garantire uno sviluppo sostenibile. 

Ecco perché considero fondamentale dare una struttura stabile e permanente a un tavolo tecnico-consultivo che veda seduti insieme la Regione, l’Ateneo turritano, la Città Metropolitana e Forestas. Sono soggetti che hanno il know-how, le risorse e la lungimiranza necessari per dare gambe e rigore scientifico ai progetti di tutela, valorizzazione e promozione del Parco. La mia proposta prevede la nascita di un’assemblea qualificata, espressa sempre all’interno del Consiglio Comunale di Alghero ma con un numero di componenti decisamente più ridotto, così da superare una volta per tutte le lungaggini burocratiche che hanno zavorrato il passato. In questo schema semplificato, gli enti territoriali, accademici e regionali assicureranno una solida sponda tecnico-scientifica, mentre la gestione sarà di competenza della Città di Alghero. In conclusione, la futura riforma del sistema ecologico sardo dovrà prevedere una formula chiara per Porto Conte: gestione esclusiva al Comune di Alghero, che per la sua pianificazione ambientale indipendente dovrà avvalersi del supporto tecnico-scientifico stabile da parte di Regione, Università, Città Metropolitana e Forestas, unici partner capaci di aiutarci a recuperare il terreno perduto.

*Già Consigliere comunale di Alghero

10:29
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