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Cor 7 settembre 2026
«41-bis, serve un fronte unitario»
La maggioranza del Comune di Alghero esprime forte preoccupazione e netta contrarietà alla scelta del Governo di concentrare in Sardegna una quota così rilevante di detenuti sottoposti al regime del 41-bis.
«41-bis, serve un fronte unitario»<br>

ALGHERO - «Con gli ultimi trasferimenti, sono circa 185 i detenuti al 41-bis oggi presenti nell’Isola: più di uno su quattro rispetto al totale nazionale. E con il previsto potenziamento di Badu ’e Carros si potrebbe arrivare a circa 250, vale a dire circa un terzo del totale nazionale. Nessuno mette in discussione il 41-bis quale strumento di contrasto alla criminalità organizzata, né il fatto che anche la Sardegna debba contribuire al sistema penitenziario nazionale. Quello che contestiamo è la sproporzione e il metodo con cui questa scelta viene portata avanti, senza un reale coinvolgimento della Regione e degli Enti Locali. La gestione del 41-bis richiede personale specializzato, elevati standard di sicurezza e produce ricadute anche sul sistema sanitario regionale, sulla logistica e sull’organizzazione dei servizi. Tutto questo in una Sardegna che presenta già una forte concentrazione di istituti penitenziari. L’insularità non può diventare un criterio per concentrare nell’Isola funzioni di interesse nazionale, mentre la Costituzione impone alla Repubblica di rimuoverne gli svantaggi. Chiediamo quindi al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria massima trasparenza sui numeri, sui criteri adottati, sui trasferimenti futuri e sulle risorse previste per personale, sicurezza e sanità. Serve un fronte unitario con Regione, Città Metropolitana ed Enti Locali perché la Sardegna non venga considerata una soluzione logistica, ma un territorio da coinvolgere e rispettare nelle decisioni che la riguardano». Lo dichiarano i consiglieri comunali della maggioranza ad Alghero, fortemente preoccupati per le gravissime ricadute che una simile scelta può determinare sul territorio.
21/10/2026
Il segretario generale del SAPPE ha incontrato il personale della Casa di reclusione di Onanì Mamone. Nell’isola 2.553 detenuti per 2.438 posti realmente disponibili: affollamento effettivo al 104,7%



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