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Progressioni verticali in Comune
Parlano Daga e Cacciotto
Sindaco e assessore spiegano la recente scelta di progressioni lavorative in Comune ad Alghero e ribattono alle grandi critiche piovutegli addosso, nel tentativo di placare il malumore presente tra i dipendenti
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ALGHERO - «L’Amministrazione del Sindaco Raimondo Cacciotto sta portando avanti un impegno concreto per accrescere e armonizzare il lavoro degli uffici comunali, grazie a nuove e ulteriori assunzioni di personale che stanno progressivamente rafforzando la pianta organica. La recente ridefinizione della macrostruttura dell’Ente rappresenta uno dei segni di questo riordino, disegnato per attuare con tempestività le linee programmatiche di mandato. A ciò va aggiunta la dotazione di un fondo per le retribuzioni aggiuntive che ha raggiunto la somma di circa 270 mila euro. Somme mai stanziate in precedenza che hanno permesso di compiere passi avanti nella valorizzazione dei dipendenti, donne e uomini che rappresentano la risorsa prioritaria e fondamentale dell’Ente. Grazie a queste risposte, la Giunta ha l’obbiettivo di far compiere passi avanti nelle carriere, nella formazione continua e nel miglioramento delle condizioni lavorative». Così dall’ufficio comunicazione di Porta Terra, nel tentativo di placare il malumore crescente tra i dipendenti del comune di Alghero.
«In questo quadro di rinnovamento - prosegue la nota - si inseriscono le procedure di progressione verticale, oggetto di recenti critiche, sulle quali è necessario riportare il confronto su informazioni semplici e verificabili, distinguendo istituti diversi e facendo chiarezza sulle scelte adottate dall’Amministrazione, in quanto i rilievi segnalati presentano evidenti errori tecnici e giuridici. In primo luogo, è necessario precisare che la possibilità di effettuare progressioni verticali ordinarie esiste dal 2021 ed è prevista nel nostro ordinamento con il decreto-legge n. 80 del 9 giugno 2021, poi convertito nella legge n. 113 del 6 agosto 2021 e recepita e sviluppata dalla contrattazione collettiva nazionale». «Fa riflettere la facilità con cui oggi arrivano lezioni e suggerimenti. La possibilità di attivare le progressioni verticali ordinarie esiste dal 2021: se oggi vengono indicate come una strada necessaria per valorizzare il personale, è legittimo chiedersi perché non siano state regolamentate e rese concretamente accessibili per tempo», afferma al riguardo il Sindaco Raimondo Cacciotto, che sottolinea quanto sia stato importante la scelta di farlo, «assumendoci la responsabilità di definire regole chiare, criteri trasparenti e procedure aperte a tutti i dipendenti in possesso dei requisiti. La scelta compiuta è stata infatti quella di regolamentare in modo organico la possibilità di legge e renderla concretamente accessibile ai dipendenti comunali, fissando, prima dell’avvio delle procedure, requisiti, criteri, punteggi, modalità delle prove e regole per le commissioni, programmando le posizioni sulla base delle esigenze reali dei servizi e aprendo le procedure a tutti i dipendenti in possesso dei requisiti. Il nuovo CCNL Funzioni Locali conferma che le progressioni tra le aree (verticali) devono avvenire attraverso una procedura comparativa che tenga conto delle valutazioni conseguite, dell’assenza di sanzioni disciplinari, dei titoli o delle competenze professionali e degli incarichi ricoperti e devono essere collegate alla programmazione del fabbisogno di personale». Prosegue la nota di Porta Terra: «Una progressione verticale non è e non deve essere un premio automatico per il tempo trascorso nell’Ente. Il regolamento comunale approvato nel 2026 prevede una struttura definita di punteggi e prove per rendere uniforme e conoscibile il sistema prima dell’avvio delle procedure. Le regole vengono fissate prima della selezione, i criteri sono predeterminati e la commissione deve operare all’interno di quel quadro. Va inoltre distinta la programmazione della posizione, che deve necessariamente avere un contenuto professionale e una destinazione organizzativa coerente con le esigenze del Comune, dalla platea dei candidati: il fatto che il posto sia destinato a un determinato servizio non significa che possano partecipare solo i dipendenti già assegnati a quel servizio, in quanto possono concorrere tutti i dipendenti dell’Ente che possiedono i requisiti previsti dall’avviso». «Altro aspetto importante è che le progressioni verticali ordinarie sono diverse da quelle cosiddette "in deroga", che erano state previste dalla contrattazione collettiva come strumento transitorio e speciale, con una finalità particolarmente orientata alla valorizzazione dell’esperienza maturata all’interno delle amministrazioni. Diverso il quadro normativo di riferimento, diversi i requisiti, diversi i criteri di valutazione, diverse le finalità e, conseguentemente, diverse le scelte in ordine alle due fattispecie di progressioni tra le aree (verticali). Affermare che l’esperienza professionale debba essere valorizzata è corretto, ma esperienza professionale e anzianità di servizio non sono sinonimi. Gli anni trascorsi presso l’Amministrazione misurano quanto a lungo una persona ha lavorato per il Comune, ma non indicano automaticamente quali competenze abbia effettivamente acquisito, quale grado di autonomia abbia raggiunto, quali responsabilità abbia saputo assumere, come affronti problemi complessi o se sia in grado di svolgere le funzioni proprie dell’area superiore». «Le prove servono a verificare ciò che il dipendente ha realmente costruito durante la propria carriera professionale, in quanto non negano il valore dell’esperienza, ma consentono di verificarne concretamente il risultato e il percorso professionale maturato, relativamente alle competenze concretamente acquisite, evitando che il solo trascorrere degli anni diventi il criterio prevalente per l’accesso all’area superiore. La scelta – aggiunge in conclusione l’Assessore al Personale Enrico Daga - non è quella di sostituire il merito con l’anzianità ma di fare in modo che l’esperienza conti per ciò che ha effettivamente prodotto in termini di professionalità. Stiamo realizzando una delle più importanti riorganizzazioni del personale del Comune: assunzioni, progressioni e razionalizzazione degli uffici per colmare carenze ereditate, valorizzare competenze e realizzare gli impegni presi con la città. Ridurre tutto a battute buone per un titolo di giornale significa screditare i lavoratori pur di colpire la giunta. In conclusione, la scelta realizza tre esigenze: valorizzare il personale interno, premiare le competenze effettivamente maturate e garantire che le professionalità selezionate siano quelle realmente necessarie all’organizzazione del Comune».
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