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Aldo Salaris 11:05
L'opinione di Aldo Salaris
Spopolamento, ecco le vere priorità per contrastarlo
<i>Spopolamento, ecco le vere priorità per contrastarlo</i>

La Giunta regionale annuncia lo stanziamento di 56 milioni di euro a contributi fino a 30.000 euro per chi trasferisce la residenza in Sardegna, sottraendo risorse a investimenti strutturali che potrebbero creare lavoro stabile, migliorare i servizi e rendere l’Isola davvero attrattiva. Noi siamo convinti che lo spopolamento si contrasti intervenendo sulle ragioni che spingono le persone a lasciare la Sardegna, non pagando perché qualcuno vi faccia ritorno. L’obiettivo di un’amministrazione regionale deve essere creare le condizioni perché le persone possano vivere, lavorare e costruire qui il proprio futuro. La scelta di destinare risorse così importanti a questo incentivo, prima ancora di valutarne gli effetti concreti, solleva dubbi sulle priorità della Giunta e sull’efficacia della strategia adottata. C’è anche una questione di equità. Infatti è chi ha scelto di restare in Sardegna, lavorare, fare impresa e investire nel proprio territorio che merita la maggiore attenzione. È necessario sostenere chi già contribuisce alla vita delle nostre comunità con politiche capaci di rafforzare l’economia locale.

Per questo occorre affrontare le sfide strutturali, a partire dalla sanità. I dati Agenas sulle prime visite specialistiche sono allarmanti, con la Sardegna che si ferma al 64,3% di prestazioni erogate entro i tempi previsti, registrando un arretramento di quasi quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente, mentre diverse altre Regioni italiane che erano in difficoltà migliorano. Allo stesso tempo, bisogna creare opportunità di lavoro stabile, superando la stagionalità che caratterizza il settore del turismo con investimenti nell’agricoltura e nell’allevamento, ma soprattutto con la valorizzazione del nostro patrimonio ambientale attraverso Forestas e il potenziamento dei cantieri forestali. Il nostro ambiente naturale è una delle nostre più grandi ricchezze e una delle identità più forti della Sardegna, e può diventare anche un motore di sviluppo e occupazione. Occorre soprattutto diversificare l’economia e sostenere le imprese che generano occupazione durante tutto l’anno, investendo in formazione e infrastrutture. 

C’è poi la grande sfida di attrarre nuovi investimenti e investitori, lavorando su procedure amministrative più semplici, collegamenti efficienti e condizioni favorevoli per chi vuole fare impresa e creare lavoro duraturo. Queste sono le esigenze su cui lavorare, e sono ancora più evidenti nei piccoli comuni. Non basta offrire 30.000 euro per trasferirsi in un paese sotto i 5.000 abitanti se mancano servizi, scuole, assistenza sanitaria e opportunità occupazionali. Il rischio è incentivare un trasferimento senza aver creato le condizioni per garantire una permanenza stabile. La Sardegna non dovrebbe pagare le persone perché tornino, ma diventare una regione in cui convenga restare, tornare e investire. È su questo terreno che la Giunta deve dimostrare la propria capacità di governo, attraverso scelte mirate, servizi efficienti e opportunità concrete, anziché affidarsi a incentivi il cui impatto sullo spopolamento deve ancora essere dimostrato.

*Riformatori Sardi



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