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Red 23 febbraio 2017
Le accuse di Coldiretti a Regione
«Favoriscono i trasformatori»
Il voto di ieri della Commissione Bilancio, in cui hanno destinato 14 milioni di euro al ritiro del Pecorino romano, è chiara e palese volontà della Regione di ignorare i pastori e pensare solo ai trasformatori: Coldiretti contro la decisione politica e annuncia nuova mobilitazione
Le accuse di Coldiretti a Regione. «Favoriscono i trasformatori»

NUORO - «La politica regionale si è schierata. Ha deciso di stare dalla parte dei trasformatori e non dei pastori. Il voto di ieri della Commissione Bilancio, in cui hanno destinato 14 milioni di euro al ritiro del Pecorino romano, è chiara e palese volontà della Regione di ignorare i pastori e pensare solo ai trasformatori. Ancora una volta c’è una parte della filiera che guadagna e una che paga. Le colpe della crisi, come dimostrano i fatti, sono solo di una parte. Di quella che non ha saputo programmare producendo più Romano, la stessa che oggi si porta a casa anche i soldi pubblici. E presto guadagnerà il doppio visto che sta producendo poco Pecorino romano: - 34,35%».

La Coldiretti non puù essere più chiara nella sua "requisitoria" contro la politica «che li ignora»: «i pastori sono stati per un anno accusati falsamente di produrre troppo latte e poi costretti a pagare gli errori degli altri con un prezzo del latte da miseria, lontano dai costi di produzione». La Giunta come abbiamo più volte ribadito – sostengono il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba - avrebbe dovuto fare fronte comune e pretendere dal Governo centrale di integrare le risorse per il bando degli indigenti con somme proprie, destinando i fondi regionali direttamente ai pastori, le vere e sole vittime di questa crisi. Notiamo invece che il problema è sottovalutato, come è stato dimostrato sabato quando il dramma dei pastori e dell’agricoltura sarda è stato sottaciuto al presidente del Consiglio in visita istituzionale a Cagliari.

Dal'associazione dettano le condizioni alla Giunta e al Consiglio regionale: «il bando degli indigenti e tutte le iniziative devono essere condizionate ad un aumento certo del latte». E rifiutano ogni genere di speculazione: «i soldi del bando devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per ritirare il Pecorino da chi l’ha prodotto». «Sarebbe immorale - incalzano - comprare pecorino da chi l’ha acquistato a prezzi stracciati dalle cooperative in difficoltà economica che si ritroverebbe adesso a vederlo a prezzi più alti. Non si può permettere a nessuno di speculare sulle spalle e degli indigenti».

E intanto preparano una nuova manifestazione di piazza. «La mobilitazione di Coldiretti Sardegna continua – sottolineano Battista Cualbu e Luca Saba –. Presto scenderemo nuovamente in piazza con azioni ancora più forti. E’ l’unica strada da percorrere con una politica sorda e lontana dai problemi reali di chi lavora. A quasi un mese dalla manifestazione dei 5 mila a Cagliari dalla Regione abbiamo sentito e visto solo azioni a favore dei trasformatori e neppure una parola sulla crisi dell’agricoltura. Stiamo mettendo in campo nuove azioni che a giorni comunicheremo e vista la situazione in cui versa l’Isola, l’agricoltura non è che il primo settore dell’economia che si ribella a questo sistema».
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