Alguer.it
Notizie    Video    Alguer.cat   
NOTIZIE
SardegnaTurismo Alguer.it su YouTube Alguer.it su Facebook
Alguer.itnotiziesardegnaEconomiaEconomia › 3600 imprese nei comuni montani della Sardegna
S.A. 11:28
3600 imprese nei comuni montani della Sardegna
Oltre 7.500 addetti e 680milioni di fatturato operano nei 34 comuni montani della Sardegna: l’analisi delinea un’Isola stretta tra un declino demografico senza precedenti, che colpirà duramente la capacità produttiva, e una cronica difficoltà di accesso alle infrastrutture primarie
3600 imprese nei comuni montani della Sardegna

CAGLIARI - Sono 3.600 le piccole e medie imprese che, con oltre 7.500 addetti e 680milioni di fatturato, operano nei 34 comuni montani della Sardegna. A rendere più difficile la vita a queste attività vi è, però, la pesante situazione delle infrastrutture che rappresenta il gap più forte nei confronti delle aree di pianura, collinari e costiere. E’ questo, in breve, ciò che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, attraverso il rapporto “Economia e imprese della montagna della Sardegna: perimetri, tendenze e politica economica”, che ha analizzato la struttura e la dinamica delle imprese artigiane nei comuni montani e nelle aree interne dell’isola, attraverso l’elaborazione dei dati ISTAT 2023-2025. L’analisi delinea un’Isola stretta tra un declino demografico senza precedenti, che colpirà duramente la capacità produttiva, e una cronica difficoltà di accesso alle infrastrutture primarie, aggravata da un elevato rischio idrogeologico che minaccia il futuro del territorio ma anche la capacità delle imprese di “sorreggere” quelle aree.

«I dati confermano come la Sardegna interna stia affrontando una importante sfida esistenziale - commenta Giuseppe Pireddu, Presidente di Confartigianato Nuoro-Ogliastra - infatti, la combinazione data dalla pesante contrazione demografica e dalle barriere infrastrutturali rischia di desertificare economicamente il cuore dell'Isola. In tutta questa evoluzione vi è l’energia delle attività produttive che restano nei territori a baluardo dell’economia zonale e del decadimento». «È indispensabile, per questo, un piano di investimenti pubblici che punti non solo sulla manutenzione del territorio contro il rischio idrogeologico - aggiunge Pireddu - ma soprattutto sull’abbattimento dei tempi di percorrenza e sulla valorizzazione della piccola impresa artigiana come presidio sociale e demografico. Senza interventi strutturali, la “glaciazione demografica” diventerà un processo irreversibile entro il prossimo ventennio».

Nello specifico le PMI sarde (non agricole) di montagna sono 3.619, il 3% di tutte quelle registrate nell’Isola, contro l’11,5% della media nazionale e il 16,9% della provincia di Nuoro. I relativi addetti, 7.527, rappresentano il 2,5% di tutti gli addetti non agricoli sardi, con la media nazionale dell’11,4% e di Nuoro del 14,6%. Ne fanno parte le 1.564 realtà artigiane (18,7% del totale delle attività montane) con i 2.705 addetti (il 39,1% degli addetti montani). Nel nuorese le imprese sono 2.480, di cui 1.089 artigiane, nel sassarese-gallurese 915, di cui 408 artigiane, e nel Sud Sardegna sono 224, di cui 67 artigiane. Il fatturato montano arriva a 679 milioni di euro, l’1,5% del totale sardo, con un valore aggiunto di 203milioni di euro (l’1,6% del totale). Il 6,6% delle imprese manifatturiere sarde operano in montagna contro una media italiana del 9,1%; il 10,7% si occupano di edilizia (14% media italiana) e il 26,6% di servizi (media nazionale 58,5%) mentre il restante 56% è suddiviso in altre attività.

L’analisi dei dati sull’accessibilità dei territori comunali sardi alle principali infrastrutture di trasporto più vicine evidenzia che chi proviene da un comune di montagna impiega in media 44 minuti, cioè 24 minuti in più (+123%), rispetto ai 19 che impiega chi arriva da un comune non di montagna, per raggiungere il più vicino punto d’accesso ad una superstrada, stazione ferroviaria, porto e aeroporto. Nel dettaglio da un comune di montagna occorrono 66 minuti per arrivare ad un porto (35 in più rispetto ai 31 minuti degli altri comuni), 78 minuti per arrivare in aeroporto (41 in più rispetto ai 37 minuti degli altri comuni), 51 minuti per arrivare ad una stazione ferroviaria (33 in più rispetto ai 18 minuti degli altri comuni) e 32 minuti per accedere alla superstrada (17 in più rispetto ai 15 minuti degli altri comuni).

«Questi dati ci ricordano, tangibilmente, come le aree interne siano territori fragili, distanti dai centri principali di offerta dei servizi essenziali - riprende Pireddu - che però coprono una importante fetta della popolazione e dobbiamo ricordarci che “area interna” non sempre coincide con territorio montano». «Per questo sono necessarie politiche e leggi su misura per contesti diversi, considerando che fare impresa in montagna ha costi maggiori e più difficoltà a restare sul mercato rispetto alle altre zone. Non dimentichiamo neanche che è anche la salute del tessuto imprenditoriale e sociale della montagna quella che influisce la crisi demografica». Un gap pesante che si ripercuote anche sul valore aggiunto prodotto individualmente. La Sardegna, infatti, registra il più basso valore aggiunto per addetto a livello nazionale: 27.306 euro equivalente a un gap del -23,7% rispetto agli occupati non montani. Nella classifica nazionale per valore aggiunto degli addetti, in testa troviamo il Trentino con 63.631 euro, con una media nazionale del 49.131 euro.
Turismo.

Il tasso di turisticità delle aree montane sarde arriva al 1,1% contro il 17% del nazionale. Le imprese di montagna potenzialmente minacciate dagli smottamenti rappresentano il 61% di tutte le attività presenti in quei territori; la media nazionale è del 26,4% mentre nella provincia di Nuoro si arriva al 76,7%. Le realtà interessate da elevato rischio alluvione in montagna sono l’1,3% contro la media nazionale del 5,1%. I dati però dimostrano che, nonostante tutte le difficoltà, tantissime realtà produttive credono nello sviluppo di montagna e territori interni. «Questi dati dimostrano come sia possibile fare impresa anche con condizioni non certo favorevoli – sottolinea Pietro Mazzette, Segretario di Confartigianato Nuoro-Ogliastra – con difficoltà, oltre quelle delle infrastrutture, derivate dal reperimento di figure professionali dovuto in parte anche al calo demografico cui si è assistito in questi anni».

«Per contrastare uno spopolamento sempre più diffuso sia a livello di persone che di servizi è necessario investire nel territorio, nella qualità dell’offerta e nell’ampiezza delle possibilità – prosegue Mazzette - come Associazione, la nostra mission è promuovere la cultura del lavoro autonomo anche e soprattutto in quei territori, come ad esempio la montagna, dove ci sono realisticamente delle opportunità interessanti. Logicamente è necessario un’unità di intenti con tutti gli enti presenti, per investire e riuscire così a invertire questo trend che riguarda comunque tutto il territorio provinciale ma che è più accentuato nelle zone montane». Per Confartigianato Imprese Sardegna, in conclusione, quindi è necessaria una strategia di sviluppo che lavori e investa su tutte le aree interne a rischio spopolamento, che possa porre le imprese al centro dello sviluppo e della creazione del lavoro, che le faccia migliorare. Sono necessarie le risorse pubbliche, ma è ancora più necessario, anzi fondamentale, conoscere le vere esigenze di imprenditori e comunità.
19/2/2026
È quanto si evince dal dossier del Centro Studi della Cna che rielabora l´andamento delle spinte inflattive alla dimensione regionale riguardante la Sardegna



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)