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S.A.
9:24
Credito e occupazione, allarme di Uil e Uilca
È il grido d’allarme lanciato da Antonello Spiga, segretario generale regionale Uilca Sardegna, e Fulvia Murru, segretaria generale Uil Sardegna, in una nota congiunta che analizza il binomio critico tra credito e occupazione nell´isola

CAGLIARI - «La desertificazione bancaria in Sardegna ha superato il livello di guardia, trasformandosi in una vera emergenza sociale ed economica che mina il diritto alla cittadinanza e lo sviluppo del territorio». È il grido d’allarme lanciato da Antonello Spiga, segretario generale regionale Uilca Sardegna, e Fulvia Murru, segretaria generale Uil Sardegna, in una nota congiunta che analizza il binomio critico tra credito e occupazione nell'isola. «Non possiamo più assistere passivamente alla chiusura sistematica degli sportelli, e della continua riduzione di personale, che lascia interi comuni e migliaia di cittadini, soprattutto i più anziani e le fasce deboli, privi di servizi essenziali» sottolineano UilCa e Uil sardegna. L’ultimo esempio del malcontento è stata la giornata di protesta del personale del Monte dei Paschi di Siena di Cagliari con un organico ridotto ai minimi termini, non più in grado di operare e gestire bene la propria clientela.
«La logica del profitto immediato perseguita dai grandi gruppi bancari sta drenando risorse dal territorio senza restituire stabilità occupazionale né supporto alle imprese locali – spiega , esordisce Antonello Spiga -. Ogni filiale che chiude è un presidio di legalità e sviluppo che scompare, con un impatto devastante sull'occupazione del settore e sull'indotto.» Sulla stessa linea la segretaria generale Uil Sardegna, Fulvia Murru: «Lo spopolamento dei servizi bancari è l’altra faccia della medaglia dello spopolamento demografico della nostra isola – precisa Murru -. Senza un accesso agevole al credito, le nostre piccole e medie imprese muoiono e i giovani sono costretti ad andarsene. La digitalizzazione, seppur necessaria, non può essere l’alibi per abbandonare la presenza fisica in Sardegna, un territorio con caratteristiche orografiche e demografiche uniche che richiedono prossimità». Per far fronte a questa deriva, la Uil e la Uilca Sardegna rivolgono un appello formale alla Regione Autonoma della Sardegna, alle Istituzioni locali, all'ABI e a tutte le associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e le associazioni del mondo agricolo).
«È necessario fare fronte comune - proseguono Spiga e Murru -. Chiediamo con forza l’istituzione immediata di un Tavolo permanente di confronto e monitoraggio presso l’assessorato della Programmazione o della Presidenza della Regione. Un tavolo che coinvolga tutti gli attori istituzionali e sociali per analizzare i dati, prevenire nuove chiusure e studiare soluzioni alternative che garantiscano la tenuta dei livelli occupazionali e il diritto al credito per le famiglie e le imprese sarde».
L'obiettivo della proposta sindacale è duplice: da un lato, impegnare le banche che operano in Sardegna a mantenere una responsabilità sociale verso il territorio; dall'altro, sollecitare la politica regionale a mettere in campo strumenti di incentivazione e accordi di programma che premino chi decide di restare e investire nell'Isola. «Oltre le analisi serve l’azione – concludono i segretari -. La Sardegna non può permettersi di diventare un deserto finanziario. Senza banche non c'è credito, senza credito non c'è impresa, e senza impresa non c'è lavoro. Difendere gli sportelli significa difendere il futuro della nostra regione».
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