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marco colledanchise 17:39
L'opinione di marco colledanchise
Io sto dalla parte degli operatori ecologici
<i>Io sto dalla parte degli operatori ecologici</i>

In questi giorni il tema della raccolta rifiuti ad Alghero è diventato, comprensibilmente, centrale nel dibattito pubblico. Le criticità esistono, i cittadini le segnalano e nessuno ha interesse a negarle. Ma proprio per questo credo sia necessario fermarci un attimo, abbassare i toni e riallinearci tutti: politica, amministrazione, azienda, cittadini, attività produttive e lavoratori. Voglio dirlo subito, senza ambiguità: io sto dalla parte degli operatori ecologici. Sto dalla parte di chi ogni giorno lavora per strada, sotto il sole, in una città che in estate moltiplica presenze, consumi, conferimenti e problemi. Sto dalla parte di chi garantisce un servizio essenziale, spesso prendendosi lamentele e pressioni che non dipendono direttamente da lui. Gli operatori non possono diventare il capro espiatorio generale di ogni difficoltà. Chi sbaglia deve rispondere dei propri errori, naturalmente. Ma una cosa sono le eventuali responsabilità individuali, da verificare nelle sedi opportune; un’altra è colpire un’intera categoria, alimentando l’idea che il problema siano i lavoratori. Questa lettura non la condivido e non la accetto. Gli operatori ecologici non sono il problema: sono una parte fondamentale della soluzione. Siamo dentro una fase di transizione delicata. Il nuovo servizio è partito qualche mese prima della stagione estiva, nel momento più complesso dell’anno per Alghero. È evidente che un passaggio di questa portata abbia bisogno di assestamento, correzioni e tempi tecnici. Per questo chiedo a tutti uno sforzo di comprensione fino al 15 agosto. Non significa dare cambiali in bianco a nessuno: significa riconoscere che un servizio nuovo va accompagnato nella sua fase iniziale. Dopo quella data, se le criticità resteranno irrisolte, sarò il primo a chiedere interventi, correzioni e responsabilità precise. Voglio essere chiaro anche sul piano politico. Io non ho mai nascosto di preferire, per una città turistica come Alghero, un modello basato su isole ecologiche diffuse nei quartieri. Non ho mai avuto particolare entusiasmo per il porta a porta. Ma prendo atto della scelta fatta dall’amministrazione e, da consigliere comunale di maggioranza, ritengo serio lavorare per migliorare questo servizio, farlo funzionare e portarlo a regime nel modo migliore possibile. Allo stesso tempo, dobbiamo anche valorizzare ciò che funziona. L’apertura estesa degli ecocentri, con strutture operative tutti i giorni e fasce orarie ampie, è un elemento importante. Non risolve ogni problema, ma offre ai cittadini uno strumento concreto e rappresenta un presidio utile per compensare alcune difficoltà del sistema. C’è poi un aspetto che mi ha colpito molto e sul quale voglio essere altrettanto netto: non mi piace lo sciacallaggio umano. La vicenda personale che ha coinvolto un operatore, legata a una grave dipendenza, sarà valutata da chi di dovere, dall’azienda e dalle autorità competenti. Ma una comunità matura dovrebbe saper distinguere tra il dovere di garantire un servizio efficiente e la tentazione di trasformare una fragilità personale in una gogna pubblica. La dipendenza non è un vizio da mettere alla berlina. È una tragedia personale, familiare e sociale. Ferme restando le responsabilità individuali e la necessità di tutelare il servizio pubblico, credo che su certe situazioni servano più umanità, più riservatezza e meno cinismo. Agli operatori ecologici voglio dire una cosa semplice: il vostro lavoro è visto, è riconosciuto e merita rispetto. La città non può funzionare senza di voi. E in questa fase difficile è dovere della politica non lasciarvi soli e non permettere che diventiate il bersaglio più facile. Alghero ha bisogno di meno propaganda e più responsabilità. Ha bisogno di cittadini informati, di lavoratori rispettati, di un’amministrazione presente e di un’azienda efficiente. Il mio impegno, come consigliere comunale di maggioranza e come rappresentante di Orizzonte Comune, sarà questo: accompagnare il servizio in questa fase, sostenere ciò che funziona, chiedere correzioni dove servono e difendere gli operatori quando vengono attaccati ingiustamente. Perché il decoro di una città non si costruisce contro chi lavora. Si costruisce insieme a chi lavora.

*Consigliere comunale Orizzonte Comune

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