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Equidistanza tra la Catalogna e la Sardegna
Dalla Catalogna alla Sardegna, nel segno dell’arte, dell’incontro e della condivisione. Inaugurata al Parco delle Arti di Molineddu (Ossi) “Equidistanza”, seconda tappa dello scambio artistico
Equidistanza tra la Catalogna e la Sardegna

OSSI - Dalla Catalogna alla Sardegna, nel segno dell’arte, dell’incontro e della condivisione. È stata inaugurata domenica 27 settembre al Parco delle Arti di Molineddu (Ossi) "Equidistanza", seconda tappa dello scambio artistico Sardegna–Catalogna che riunisce 26 artisti e 25 opere, mettendo in dialogo percorsi, linguaggi e ricerche differenti. L’inaugurazione ha segnato il ritorno in Sardegna di un percorso iniziato lo scorso luglio al Centre d’Art La Rectoria di Sant Pere de Vilamajor, in Catalogna, dove era stato accolto un gruppo di artisti sardi, tra i quali il fondatore del Parco delle Arti di Molineddu, Bruno Petretto. Ora lo scambio ha attraversato il Mediterraneo nella direzione opposta, portando a Molineddu artisti sardi e catalani e dando forma a un nuovo momento di confronto e condivisione.

Al centro del progetto c’è proprio il valore dell’incontro, inteso non soltanto come occasione espositiva, ma come possibilità di mettere in relazione persone, esperienze e contesti artistici differenti. «La ragione d’essere di questa mostra è in realtà l’incontro», ha spiegato Stefano Puddu, che collabora con il Centre d’Art La Rectoria. Un incontro che significa «scambio» e «conoscenza» e che permette di mettere a contatto contesti diversi accomunati dalla ricerca dell’arte e della bellezza. Equidistanza nasce inoltre dalla volontà di offrire a gruppi di artisti la possibilità di esporre al di fuori dei propri circuiti abituali, attraverso un percorso pensato come un’andata e un ritorno tra territori differenti.

La mostra presenta 25 opere di 26 artisti, aprendo un ventaglio di proposte, stili e tecniche differenti e, allo stesso tempo, una riflessione sull’arte e sul suo senso nel presente, sull’agire dell’artista e sullo spazio che ancora concediamo alle pratiche non utilitaristiche, all’espressione di soggettività non omologate e a tutto ciò che conserva la possibilità dell’imprevisto. In un mondo nel quale anche l’arte è attraversata da connessioni sempre più rapide e spesso immateriali, "Equidistanza" sceglie infatti di riportare al centro la dimensione concreta e umana del fare artistico: le persone, le opere, i luoghi e le circostanze nelle quali il fatto creativo prende forma.

In questa prospettiva, la scelta di Molineddu come sede della tappa sarda assume un significato particolare. «È stata una scelta naturale», ha sottolineato Josephine Sassu, che ha curato la parte dello scambio in Sardegna. «Molineddu è un luogo di accoglienza, è un luogo di approdo, è un luogo di partenza per molti artisti», una vocazione che accompagna il Parco da trent’anni. Sassu ha inoltre definito "Equidistanza" non soltanto come un momento di incontro e di scambio, ma anche come «un atto di resistenza». Una resistenza che passa attraverso il ritorno al fare, pur nella pluralità dei linguaggi presenti in mostra – dalla fotografia alla stampa e alle altre tecniche – e che assume soprattutto una dimensione umana: scegliere di stare insieme, incontrarsi, scambiarsi esperienze e ritrovarsi.

Un’idea che trova nel Parco delle Arti di Molineddu un contesto particolarmente significativo. Nato dalla visione artistica di Bruno Petretto, il Parco si è sviluppato negli anni come uno spazio nel quale arte contemporanea e natura entrano costantemente in relazione, attraverso opere e interventi che dialogano con i sentieri, le rocce e la vegetazione. Proprio nel 2026 Molineddu celebra inoltre un traguardo importante: la trentesima edizione del Festival Arte Evento Creazione, nato come spazio aperto alla ricerca, al confronto e alla condivisione tra artisti. Da trent’anni il Festival richiama a Molineddu numerosi artisti del panorama regionale e nazionale, invitati a condividere la propria ricerca in armonia con gli spazi del Parco. Un percorso che ha contribuito a consolidare nel tempo la vocazione di Molineddu come luogo di incontro, accoglienza e sperimentazione artistica. L’arrivo di "Equidistanza" si inserisce così naturalmente in questa storia, rinnovando attraverso il confronto tra Sardegna e Catalogna una pratica che appartiene da sempre all’identità del Parco: accogliere esperienze differenti e creare le condizioni perché opere, persone, linguaggi e sensibilità possano incontrarsi. La mostra "Equidistanza" resterà visitabile al Parco delle Arti di Molineddu, a Ossi, fino all’11 ottobre 2026. L’ingresso è libero.
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