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«Il civismo non si proclama, si pratica»
Il direttivo di Sardegna 2050 contro il Pd Alghero: richiama il valore del civismo autentico e difende il principio secondo cui gli incarichi amministrativi devono essere valutati sulla base dei risultati e delle competenze, non delle convenienze politiche
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ALGHERO - «Il civismo non si proclama, si pratica. E la buona politica si misura dalla capacità di valorizzare le competenze e metterle al servizio dei cittadini, garantendo continuità all’azione amministrativa e giudicando gli amministratori per il lavoro svolto e i risultati raggiunti». È questa la posizione espressa dal Direttivo di Sardegna 2050 in merito alle notizie relative alla possibile sostituzione dell’assessora del Comune di Alghero Raffaella Sanna, titolare delle deleghe alla Cultura, Innovazione e Conoscenza. Secondo Sardegna 2050, la presenza di Sanna all’interno della Giunta rappresenta un significativo esempio di civismo autentico. Professionista con una consolidata esperienza nei settori della ricerca e dell’innovazione, tecnologa e project manager presso il CRS4, ha portato nelle istituzioni competenze maturate nel mondo professionale e della società civile, contribuendo allo sviluppo di iniziative che hanno interessato l’innovazione digitale, la cultura, le politiche giovanili e la partecipazione civica.
«Le persone chiamate a ricoprire incarichi amministrativi - sottolinea il Direttivo - devono essere valutate nel merito del loro operato. Un assessore non è una pedina da spostare in funzione degli equilibri politici, ma una figura cui vengono affidate responsabilità, obiettivi e risorse nell’interesse della comunità». Sardegna 2050 evidenzia come, in circa due anni di attività amministrativa, siano stati avviati percorsi e progetti che meritano di essere valutati sulla base dei risultati ottenuti e delle prospettive di sviluppo generate. Interrompere tali percorsi senza motivazioni riconducibili al merito amministrativo rischierebbe infatti di disperdere competenze, continuità e opportunità per la città. «La differenza tra buona e cattiva politica - prosegue la nota - sta proprio nella capacità di anteporre l’interesse dei cittadini alla gestione degli equilibri di potere. La buona politica valorizza il merito, riconosce il valore delle professionalità e costruisce nel tempo. La cattiva politica, invece, cambia le persone per mantenere assetti e appartenenze». Per l’associazione, il principio deve valere in ogni contesto amministrativo e per tutte le esperienze che si definiscono civiche: le istituzioni devono essere giudicate per la loro capacità di privilegiare competenze e risultati rispetto alle logiche di appartenenza politica. Alla luce del dibattito in corso, Sardegna 2050 ritiene legittimo chiedere che eventuali cambiamenti nella composizione della Giunta siano accompagnati da motivazioni chiare e trasparenti. «Se esistono ragioni amministrative legate ai risultati conseguiti, queste devono essere spiegate pubblicamente. Se invece prevalgono esclusivamente gli equilibri interni alle forze politiche, si rischia di smentire quei principi di merito, partecipazione e buon governo che dovrebbero essere alla base dell’azione amministrativa». «Le istituzioni non sono proprietà dei partiti, gli assessorati non sono premi di appartenenza e le competenze non possono essere considerate merce di scambio. La fiducia dei cittadini si costruisce riconoscendo il valore delle persone e garantendo continuità al lavoro utile per la comunità», conclude il Direttivo di Sardegna 2050. Nella foto: Raffaella Sanna col sindaco Raimondo Cacciotto
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