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M.S. 25 febbraio 2007
«Salviamo l'Ospedale Marino di Alghero»
Franco Masu, portavoce di Unità Popolare Sardegna, critica il Piano Sanitario Regionale: poche garanzie a tutela della qualità dei servizi, e rilancia: «Pronto a realizzare un comitato per salvare il Marino dalla speculazione ideologica e commerciale»
«Salviamo l'Ospedale Marino di Alghero»

ALGHERO – Piovono ancora critiche sul Nuovo Ospedale di Alghero. La struttura, per ora presente solo nelle carte del Piano Sanitario Regionale, continua a essere calamità di polemiche neanche fosse già in funzione. A intervenire questa volta è Franco Masu, portavoce dell’associazione Unità Popolare Sardegna, che teme, con la fusione dei due nosocomi algheresi, la perdita delle particolari prerogative tecniche e professionali sviluppate dall’Ospedale Marino nei diversi anni della sua attività. Secondo Masu il Piano Sanitario Regionale non regala niente alla città: «Il Governo Regionale ha applicato, rovesciandolo, il principio del fustino "paghi due e prendi uno" – spiega Masu – due sono gli ospedali (Il Marino ed il Civile) che verrebbero dismessi, uno é il nuovo ospedale che in teoria dovrebbe essere costruito». Il portavoce di Unità Popolare Sardegna lamenta la mancanza di informazione, nei documenti predisposti dalla Regione, circa i costi e i tempi di realizzazione, oltre all’assenza di qualsiasi indicazione sul futuro delle strutture ospedaliere già esistenti. «Sull'altare di una programmazione ragionieristica voluta dall'Assessore Dirindin, fatta di tagli e di risparmi, con il non nascosto obiettivo di fare cassa – accusa Masu – si sacrifica il glorioso ospedale Marino con tutta la sua professionalità maturata in molti anni. I medici – prosegue – non avrebbero più a disposizione una struttura sanitaria complessa come quella attuale, ritrovandosi ad esercitare esclusivamente in un reparto di ortopedia che non potrà competere con le possibilità e gli attuali standard garantiti oggi dall'intero ospedale Marino». «C’è poco da gioire», chiosa Masu, che vede nella trasformazione del Marino in un alberto a 5 stelle solo una facile strumentalizzazione elettorale. «Non ho idea di quanti cittadini condividano questa iniziativa – conclude – Certo che, nel caso risultasse necessario, non esiterei a realizzare un comitato che abbia come uno scopo quelli di salvare “Il Marino” da qualsiasi speculazione sia ideologica che commerciale».
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