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A.B. 21 febbraio 2008
Sanità: Giorico e Sasso contro la Dirindin
Mentre l’esperto consigliere regionali bacchetta punto per punto l’operato dell’assessore regionale alla Sanità, il giovane consigliere comunale, dopo la bocciatura della tassa sul lusso, non vede sbocchi positivi sui finanziamenti in vari comparti
Sanità: Giorico e Sasso contro la Dirindin

ALGHERO - «La sanità ad Alghero, un passo avanti e due indietro». Comincia così l’intervento del consigliere regionale Pino Giorico, che analizza la politica regionale di Nerina Dirindin in tema di sanità, soprattutto per quello che riguardano le conseguenze a livello locale. Giorico sottolinea come non sia cambiato nulla negli ultimi tre anni di gestione Dirindin, mentre la medicina, le tecnologie ed i livelli assistenziali, nel resto del mondo, crescono. «Non possiamo prendere come raffronto, i livelli di vent’anni fa, per sostenere che, nel frattempo, la situazione è migliorata – commenta - se non lo fosse saremo in mano agli sciamani. In confronto va fatto, perciò, con altre realtà più efficaci nella risposta sanitaria. Intendo dire che occorre stabilire se i cittadini di Alghero sono assistiti con la qualità di altre Asl e di altre Regioni; o se, qui da noi, si registri un ritardo pregiudizievole e se vi sono responsabilità della classe politica per questo ritardo». Giorico, parlando dell’assenza dell’unità coronaria e dell’angioplastica ad Alghero, ricorda come, statisticamente, l’intervento riduca la mortalità del 40percento. «E’ certo che la mortalità più alta non può avere alcuna giustificazione, né di razionalizzazione della spesa, né di risparmio. Ora l’atto aziendale promette ad Alghero l’unità coronaria. L’atto aziendale ha il valore di una dichiarazione d’intenti. Apre una porta. Ma apre anche un problema, che è quello più generale della cardiologia, chiamata alla gestione di un servizio molto impegnativo: la assegnazione di alcuni letti di medicina per cardiopatici acuti. Crescerà il carico di lavoro, che non può essere assolto da un primario e da cinque medici».Urge quindi rafforzare il personale con le migliori condizioni di lavoro possibile. «Una cosa è dire: potenziamo cardiologia con l’unità coronaria. Un’altra cosa è fare in modo che la cardiologia funzioni, nell’interesse del malato». Dal punto di vista logistico, Pino Giorico parla di Terzo Mondo. «Vi sono camere con otto letti, vi sono barelle nei corridoi, vi sono pavimenti con alta percentuale di amianto. Non c’è riservatezza per i malati oncologici, non c’è rispetto per la loro situazione» spiega il consigliere regionale. «La qualità della sanità non può dipendere dal futuro del nuovo ospedale super tecnologico, che non sarà costruito quest’anno né l’anno venturo e quando si inizierà a costruirlo ci vorranno tre, quattro, cinque anni ad ultimarlo. Nel frattempo non si può essere risparmiosi negli investimenti sulle vecchie strutture, perché qualcuno pensa, con buona dose di cinismo, sarebbe uno spreco farli», mentre invece, in questi anni, la qualità della sanità si abbasserebbe ulteriormente, con ulteriori disservizi. «Non discuto se i trecentosettantunomilioni di euro disponibili, in Finanziaria, per l’edilizia ospedaliera siano reali o virtuali; se si possano spendere o esistano sulla carta. Ammettiamo che ci siano – sottolinea Giorico - è tuttavia improbabile che possano essere spesi rapidamente e possano dare risposte immediate». L’ex sindaco algherese punta il dito contro i pavimenti all’amianto, segnale evidente di trascuratezza. L’analisi dell’esperto politico centrista si allarga. «Quando si investe in sanità, si investe anche in turismo. E se è vero che Alghero punta sul turismo, non può garantire una risposta sanitaria così problematica. Lo dico con cognizione di causa: se vogliamo incentivare il turismo della terza età, dei pensionati svedesi o tedeschi, di chi vuole venire a vivere da noi per godere i benefici del clima mite e delle bellezze della natura non possiamo mettere sull’altro piatto della bilancia un’offerta sanitaria inadeguata».
Sullo stesso argomento, questa mattina, si è espresso anche Francesco Sasso, capogruppo Udc in Consiglio Comunale, che ha analizzato la situazione generale, in conseguenza della bocciatura della tassa sul lusso. La prima conseguenza, spiega Sasso, è il taglio di fondi per l’ammodernamento tecnologico e per il miglioramento delle strutture sanitarie esistenti, «per rimediare al grave errore compiuto e per coprire il buco di circa centomilioni di euro, come lo stesso Assessore al Bilancio ha ammesso. Con questa scellerata decisione il governo regionale farà pagare ai sardi l'ammanco degli introiti previsti dalle tasse sulle seconde case. Ancora una volta, Soru e la sua Maggioranza, vanno a colpire le fasce più deboli della società sarda». Sasso si chiede quale futuro avranno gli ospedali algheresi che si trovano in uno stato di abbandono, nonostante i diversi impegni presi dall’assessore Dirindin. «Il nostro territorio non può aspettare la realizzazione del nuovo ospedale previsto nel piano sanitario regionale vista la scarsa importanza che la Sanità riveste nella politica della giunta Soru». Per Sasso, «la finanziaria in approvazione, sottrae soldi ad un comparto in piena agonia ritenendo più importante mantenere in vita gli stanziamenti per la pubblicità istituzionale. Dopo il colpo inferto all'industria turistica isolana dalle “tasse sul lusso”, adesso il governo Soru, per rimediare ai suoi sbagli, senza curarsi dei bisogni reali dei cittadini, attua un taglio indiscriminato alla sanità. A questo punto possiamo dire che la cura è peggio della malattia».

Nella foto: Il consigliere comunale Francesco Sasso ed il consigliere regionale Pino Giorico



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