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Giusy Piccone
18:11
L'opinione di Giusy Piccone
Plastica, il problema è perché non viene ritirata
![]() Sulla crisi della raccolta della plastica sarebbe utile riportare il confronto ai fatti, evitando di trasformare un’emergenza nazionale in una polemica tutta algherese su dove collocare temporaneamente il materiale. Il problema non nasce a Santa Maria La Palma e, soprattutto, non si risolve spostando la plastica da un punto all’altro della città. La filiera nazionale del riciclo è in difficoltà da mesi. La plastica riciclata ha perso competitività rispetto alla materia vergine, anche di provenienza extraeuropea, gli sbocchi di mercato si sono ridotti e i ritiri del materiale da parte del sistema consortile hanno progressivamente rallentato. Il risultato è stato inevitabile: saturazione degli impianti e degli spazi di stoccaggio e, a cascata, difficoltà per i Comuni nel conferire ciò che quotidianamente raccolgono. Non si tratta di una crisi improvvisa. Le criticità erano note a livello nazionale già dalla fine del 2025. Il Ministero dell’Ambiente aveva aperto un tavolo sulla filiera; CONAI, già a febbraio, riconosceva pubblicamente la forte criticità del settore; Regioni, ANCI, operatori del riciclo e gestori hanno ripetutamente chiesto interventi. Eppure siamo arrivati all’estate senza una soluzione capace di evitare che il problema venisse scaricato sull’ultimo anello della catena: i Comuni e, quindi, i cittadini. In Sardegna la situazione è stata segnalata ripetutamente al Governo. A fine giugno gli stessi CONAI e COREPLA avevano confermato criticità diffuse in tutto il Paese e il rischio di rallentamenti durante l’estate. La Regione ha chiesto l’intervento del Ministero, ha lavorato con ANCI, Province, Comuni e consorzi industriali e sono stati individuati nuovi spazi temporanei e trasferimenti verso il continente e all’estero. Ma questo serve a guadagnare tempo. Non è la soluzione. La soluzione non può essere continuare a cercare piazzali sempre nuovi nei quali accumulare la plastica. Occorre che il sistema nazionale torni a garantire ritiri regolari e che il Governo intervenga sulle cause strutturali di una crisi della filiera del riciclo che conosce da tempo. Ad Alghero l’Amministrazione ha dovuto scegliere come affrontare questa situazione. Ha scelto di utilizzare temporaneamente uno spazio autorizzato nell’ecocentro di Santa Maria La Palma per non interrompere la raccolta della plastica in città. Altri Comuni, trovandosi davanti allo stesso problema, hanno dovuto fare una scelta ancora più drastica: sospendere il servizio e chiedere ai cittadini di non esporre i sacchi e di tenere la plastica nelle proprie abitazioni. Ad Alghero questo non è accaduto. Ed è proprio per questo che attaccare il Sindaco significa rovesciare completamente la realtà dei fatti. Il Sindaco non ha creato questa emergenza: si è trovato a doverla gestire, assumendosi la responsabilità di garantire la continuità di un servizio essenziale in una situazione determinata da criticità nazionali e regionali della filiera. La scelta più comoda sarebbe stata fermare la raccolta e scaricare il problema direttamente sui cittadini. Non è stato fatto. Si è invece cercata una soluzione temporanea per evitare che migliaia di famiglie algheresi si trovassero con i sacchi di plastica accumulati in casa. Per questo le critiche del centrodestra rivolte al Sindaco appaiono ancora più strumentali: si colpisce chi sta gestendo l’emergenza invece di chiedere conto a chi, pur conoscendola da mesi, aveva il compito e gli strumenti per impedirne l’aggravarsi. Naturalmente ogni misura emergenziale deve essere gestita con la massima attenzione, garantendo sicurezza, controlli e tempi di permanenza del materiale quanto più brevi possibile. Ed è comprensibile la preoccupazione dei residenti di Santa Maria La Palma, ai quali devono essere date tutte le informazioni necessarie. Ma chi oggi concentra tutta la discussione su Santa Maria La Palma dimentica volutamente la domanda principale: perché un Comune deve essere costretto a utilizzare un proprio ecocentro per accumulare temporaneamente materiale che dovrebbe essere regolarmente ritirato e avviato alla filiera nazionale del riciclo? È questa la questione politica. Ed è singolare che proprio il centrodestra, anziché chiedere conto al Governo nazionale di una crisi conosciuta da mesi e rimasta senza risposte strutturali, cerchi oggi un responsabile nel Comune di Alghero. Il problema non è trovare un posto diverso dove nascondere la plastica. Il problema è fare in modo che quella plastica venga ritirata, riciclata e rimessa nel circuito produttivo. Su questo servono risposte nazionali. Perché i Comuni non possono continuare a essere lasciati soli a gestire, con ordinanze e soluzioni di emergenza, le conseguenze di una crisi che non hanno determinato e che non hanno gli strumenti per risolvere. *Giusy Piccone Movimento 5 stelle Alghero |
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