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S.A.
21:10
Residenti chiedono luci e ciclovia all’ingresso di Alghero
È questo l’oggetto dell’incontro tra una delegazione di residenti di Fangal, Ruchetta, Ungias, Galantè e Punta Moro e il consigliere comunale della Lega Michele Pais, insieme a Giorgio Gadoni e Salvatore Carta del direttivo cittadino
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ALGHERO – Messa in sicurezza della SP 42, nel tratto tra la rotatoria di *Viale Burruni* e quella di Galantè, all’innesto con la Variante del Calich. È questo l’oggetto dell’incontro tra una delegazione di residenti di Fangal, Ruchetta, Ungias, Galantè e Punta Moro e il consigliere comunale della Lega Michele Pais, insieme a Giorgio Gadoni e Salvatore Carta del direttivo cittadino. Un confronto nato dalla preoccupazione di chi vive in un’area ormai fortemente abitata e percorre quotidianamente una strada ad intenso traffico veicolare, ma utilizzata anche da molti pedoni e ciclisti per raggiungere le abitazioni dell’agro. La richiesta è chiara: realizzazione di un percorso ciclopedonale protetto su entrambi i lati e di un adeguato impianto di illuminazione.
«Parliamo di uno dei principali accessi alla città, utilizzato non solo dalle auto dirette a Sassari e all’Aeroporto – sottolinea Pais –. Ogni giorno viene percorso a piedi e in bicicletta. Soprattutto la sera, il rischio è evidente. Serve un intervento strutturale non più rinviabile». A rappresentare i residenti è stato Carmelo Chessa, per il Comitato Ungias-Galantè: «Abbiamo voluto portare all’attenzione una situazione che viviamo ogni giorno. Quel tratto è completamente buio. In estate il traffico aumenta esponenzialmente e con esso la pericolosità. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di grave prima di riconoscere un problema che è sotto gli occhi di tutti». Durante l’incontro Pais si è immediatamente attivato con interlocuzioni telefoniche con gli enti interessati. È emersa l’esistenza di un progetto di ripristino, che però, dalle prime informazioni, avrebbe una portata limitata. «Se un progetto esiste – afferma Pais – dobbiamo verificare subito cosa prevede e se può essere ampliato. Sarebbe un errore intervenire oggi in maniera minimale lasciando irrisolti illuminazione e sicurezza di pedoni e ciclisti. Dobbiamo cogliere l’occasione per un intervento definitivo». Positivo anche il giudizio di Chessa: «Abbiamo trovato attenzione e immediata disponibilità. È emersa una consapevolezza condivisa sulla pericolosità del tratto. Consideriamo l’incontro molto costruttivo: è stato posto un primo importante tassello». Prossimi passi: verifica dello stato della progettazione esistente e delle possibilità di ampliamento, formalizzazione del Comitato e avvio di una raccolta firme. «La Città Metropolitana di Sassari, proprietaria della strada, deve essere il primo interlocutore, insieme al Comune di Alghero – conclude Pais –. La richiesta è concreta e ragionevole: illuminare la strada e creare due percorsi ciclopedonali protetti per mettere in sicurezza il principale ingresso della città e garantire un collegamento sicuro tra Alghero, l’Aeroporto e le zone residenziali dell’agro». |
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