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Red 31 dicembre 2020
Il 2020 della Guardia costiera
I militari si sono adoperati nel fornire una risposta concreta e immediata, collaborando attivamente con la Protezione civile in un anno caratterizzato dalle particolari contingenze sanitarie


OLBIA - Il 2020, a causa delle particolari contingenze sanitarie, si è rivelato un anno difficile. La pandemia da Covid-19 ha stravolto le abitudini del vivere comune, del modo di lavorare, dei rapporti sociali. In tale contesto, la Guardia Costiera si è adoperata nel fornire una risposta concreta e immediata collaborando attivamente con la Protezione civile. Molteplici gli interventi operativi sul territorio nazionale per assicurare il trasporto urgente di oltre 1,3milioni di dispositivi di protezione individuale. Inoltre, i militari del Corpo sono stati anche inseriti in appositi dispositivi di Pubblica sicurezza, per contribuire con le Forze di polizia alla verifica del rispetto delle disposizioni per contenere e contrastare la diffusione del virus. Grazie al rinnovato impegno di tutti i militari della Guardia costiera, anche per quest’anno è stata garantita la continuità dei servizi indispensabili alla comunità nazionale che dal mare trae sostentamento o svago. Grazie al lavoro svolto dal Sesto Reparto “Sicurezza della navigazione” del Comando generale del Corpo, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria, è stata mantenuta in efficienza la catena logistica degli approvvigionamenti via mare dei beni essenziali, garantendo la sicurezza e la regolarità dei trasporti marittimi, che non hanno mai interrotto la loro attività, né è mai mancata l’assistenza nei confronti degli equipaggi momentaneamente bloccati nei porti esteri. Inoltre, per venire incontro al personale marittimo sono stati prorogati i permessi, i certificati, gli attestati e gli atti abilitativi. L’attività di controllo è proseguita regolarmente con 1227 ispezioni “Port state control” eseguite nei confronti delle navi straniere approdate nei porti italiani: sessantaquattro sono state sottoposte a fermo amministrativo per gravi irregolarità sulla sicurezza della navigazione.

Quest'anno, la Guardia costiera si è fortemente impegnata anche in favore dell’ambiente sia a livello operativo, sia comunicativo. La campagna ambientale “Alla natura non serve”, il cui spot è ancora in programmazione nell’emittente televisiva nazionale, nata dalla collaborazione tra il Comando generale della Guardia costiera e il Ministero dell'Ambiente, ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica a favore del corretto smaltimento di guanti e mascherine, affinché non vadano dispersi nell’ambiente marino e costiero. L’operazione “Reti fantasma” ha visto i nuclei subacquei del Corpo impegnati in attività di recupero delle reti da pesca abbandonate lungo i fondali marini: un pericolo per la vita dell’ecosistema marino, come pure per la sicurezza di bagnanti e subacquei. A oggi, sono oltre 7 le tonnellate di reti abbandonate sui fondali marini rimosse dai nuclei sub della Guardia costiera, pari a circa 240mila bottiglie di plastica. A quest’attività operativa, si è affiancata la campagna “dal lockdown alla ripartenza” e la quarta campagna di monitoraggio ambientale nelle aree marine protette realizzata grazie all’intervento congiunto della componente aeronavale del Corpo, dei nuclei sub e dei laboratori ambientali mobili.

Sul fronte “pesca”, non è mancato il sostegno al ceto peschereccio destinatario di misure normative governative finalizzate ad agevolare lavoratori e imprese nell’affrontare la contingente situazione economica connessa all'emergenza epidemiologica, l’operatività delle quali è stata garantita dal Corpo delle Capitanerie di porto, in ragione della dipendenza funzionale dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Allo stato attuale, sono state liquidate due diverse forme di sostegno al settore della pesca: 14milioni di euro provenienti dal “Fondo pesca e acquacoltura per l’emergenza Covid-19” e 16milioni di euro a favore del fermo pesca. All’impegno in ambito amministrativo, è stata affiancata l’attività di controllo pesca, che ha registrato per il 2020 un importo di oltre 7milioni di euro di sanzioni, per 340tonnellate di prodotto irregolare, un terzo del quale di provenienza estera. Attraverso diverse operazioni, l’ultima delle quali “Frontiere tracciabili”, le ispezioni effettuate lungo l'intera filiera ittica e sulle grandi piattaforme logistiche di distribuzione, ha permesso di tutelare i prodotti “made in Italy”. Inoltre, solo nel 2020, in aggiunta alle attività svolte dai mezzi assegnati ai Comandi del bacino tirrenico meridionale, l'impiego ulteriore e continuativo di assetti aereo-navali d'altura della Guardia costiera ha portato al sequestro di oltre 120chilometri di reti irregolari. Di rilievo anche il lavoro amministrativo espletato dal Corpo. Tra certificati, autorizzazioni, pareri, nullaosta, licenze e quant’altro, sono stati erogati per l’utenza più di 270mila atti amministrativi. Oltre 8mila le patenti nautiche rilasciate a fronte di 2.270 sessioni di esame. Tuttavia, un’attenzione particolare va riservata a quello che si può definire il compito principale della Guardia costiera: il soccorso in mare a salvaguardia della vita umana. Anche quest’anno, infatti, l’impegno del Corpo è stato notevole, basti pensare che sono stati soccorsi, a seguito di operazioni “Search and rescue”, 4775 migranti e 3416 tra diportisti, pescatori, equipaggi marittimi, bagnanti e subacquei. Come di consueto, l’operazione estiva “Mare Sicuro” (giunta al 30esimo anno di vita) ha garantito, nonostante la particolare situazione, la sicurezza in mare di bagnanti e diportisti, consentendo il regolare svolgimento delle attività ricreative e commerciali.

Rimanendo nell’ambito del soccorso, soprattutto quando le condizioni meteo sono proibitive, tali da impedire ai mezzi navali di raggiungere in tempi brevi il luogo delle operazioni, si è compresa l’imprescindibilità del soccorso in mare con aeromobile. Infatti, la componente aerea della Guardia costiera, che quest’anno è stata ampliata con quattro nuove unità ad ala rotante, si è spesso rivelata di fondamentale importanza in molteplici operazioni di salvataggio, una delle quali occorsa alla motonave “Norman Atlantic” di cui ricorre in questi giorni il sesto anniversario, e che può dirsi il più grande soccorso via-aerea effettuato al mondo. Il 28 dicembre del 2014, il Centro nazionale di soccorso della Guardia costiera italiana, coordinò le operazioni di evacuazione di quasi 500 persone dalla nave in fiamme. Le operazioni di recupero, rese complesse dalle proibitive condizioni del mare, videro coinvolti, oltre ai mezzi aeronavali e uomini della Guardia costiera, anche quelli della Marina militare, dell’Aeronautica militare, dei Vigili del fuoco e di altre unità civili e militari italiane ed estere. «Le capacità professionali degli uomini e delle donne della Guardia costiera, la loro capacità ad adattarsi ai cambiamenti, quella di offrire all’utenza del mare e dei porti soluzioni flessibili e innovative - ha dichiarato il comandante generale del Corpo, ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino - costituiranno le leve, su cui le Capitanerie di porto–Guardia costiera continueranno a costruire la prossima “ripartenza”».
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