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S.A. 18:04
Pre e post scuola gratuiti: 3 milioni a famiglie sarde
Ogni progetto potrà ricevere fino a 19.200 euro per annualità scolastica, finanziamento calcolato per garantire la presenza di due educatori o educatrici per due ore giornaliere, cinque giorni alla settimana, per nove mesi scolastici
Pre e post scuola gratuiti: 3 milioni a famiglie sarde

CAGLIARI - «La Sardegna continua a fare i conti con una delle più gravi emergenze sociali e demografiche del Paese. I dati più recenti confermano infatti che l’Isola resta il fanalino di coda d’Italia per natalità, con un ulteriore calo delle nascite pari all’8,8% tra il 2024 e il 2025. Un dato che si inserisce in un quadro già fortemente critico dal punto di vista dell’occupazione. Per questo abbiamo pensato a una misura concreta di sostegno alle famiglie». Con queste parole l’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca, ha presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, la misura sperimentale “Servizi di accoglienza gratuiti nelle scuole primarie del territorio regionale”, un intervento realizzato in collaborazione con Anci Sardegna.

«Generalmente l’Assessorato del Lavoro mette in campo azioni orientate alla crescita occupazionale e all’inserimento lavorativo - ha spiegato l’assessora -. Ma questo non può bastare se non viene accompagnato da misure che consentano alle famiglie, e in particolar modo alle donne, non solo di trovare lavoro, ma anche di mantenerlo quando si hanno figli. Per questo abbiamo ideato un progetto sperimentale per il quale sono stati stanziati tre milioni di euro per il triennio 2026-2028, con un milione di euro per ciascuna annualità. Partiamo con una sperimentazione, ma l’obiettivo è renderla strutturale nel tempo». Nel dettaglio, grazie allo stanziamento regionale, verranno finanziati servizi gratuiti di pre-scuola e post-scuola nelle scuole primarie dell’Isola. L’intervento consentirà ai bambini di essere accolti fino a un’ora prima dell’inizio delle lezioni e nell’ora successiva alla fine dell’attività scolastica, offrendo alle famiglie un supporto concreto nella gestione quotidiana degli orari lavorativi.

«Non abbiamo la presunzione di risolvere da soli il problema dell’occupazione femminile - ha proseguito l’esponente della Giunta - ma intendiamo intervenire soprattutto nei piccoli comuni della Sardegna, dove il rischio spopolamento è sempre più forte e dove le famiglie incontrano maggiori difficoltà negli spostamenti e nell’organizzazione quotidiana. Quando una donna rinuncia a lavorare perché non riesce a conciliare gli orari scolastici con quelli lavorativi, quando un genitore è costretto a scegliere tra occupazione e cura dei figli, significa che il sistema pubblico non sta facendo abbastanza». Il progetto non si limiterà a garantire un semplice servizio di vigilanza, ma costruirà veri e propri spazi educativi qualificati, affidati a educatori ed educatrici professionali. I soggetti attuatori saranno gli Enti locali, che potranno partecipare singolarmente o in forma associata, in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio. Ogni progetto potrà ricevere fino a 19.200 euro per annualità scolastica, finanziamento calcolato per garantire la presenza di due educatori o educatrici per due ore giornaliere, cinque giorni alla settimana, per nove mesi scolastici. Soddisfazione è stata espressa anche dalla presidente di Anci Sardegna, Daniela Falconi, presente alla conferenza stampa in collegamento video.



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