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Carta d’identità, la cartacea resta valida ma non per l’espatrio
Dopo il dietrofront del Governo a causa del caos generato nelle pubbliche amministrazioni, l’assessore Enrico Daga di Alghero pone alcune domande
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ALGHERO - Marcia indietro sulle carte d’identità cartacee. Il Consiglio dei ministri ha deciso che i documenti tradizionali ancora in corso di validità potranno essere utilizzati fino alla loro scadenza naturale, anche oltre il termine del 3 agosto 2026 previsto per il passaggio esclusivo alla Carta d’identità elettronica (Cie). La soluzione, tuttavia, non elimina del tutto le criticità. La proroga produce effetti soltanto sul territorio nazionale e non per i viaggi all’estero.
Chi restituirà il tempo perso ai cittadini che hanno fatto la fila all’alba? Chi restituirà le ore di lavoro sottratte agli uffici comunali? Chi restituirà le giornate di ferie utilizzate per adempiere a un obbligo che oggi viene sostanzialmente ridimensionato? Domande semplici che arrivano da un amministratore pubblico, l’assessore del comune di Alghero, in Sardegna, Enrico Daga. «Da amministratore sono soddisfatto che abbia prevalso il buon senso, ma da dirigente del Partito Democratico non posso però fare a meno di rilevare l’ennesimo esempio di un Governo che annuncia, impone, scarica le conseguenze sui territori e poi corregge la rotta soltanto quando il problema è ormai esploso».
«I Comuni non sono il paraurti delle inefficienze dello Stato. Dietro ogni sportello ci sono lavoratori pubblici che fanno il massimo con risorse limitate. Dietro ogni fila c’è un cittadino che merita rispetto. E governare significa soprattutto questo - attacca Enrico daga - evitare problemi inutili alle persone, non crearli per poi annunciare di averli risolti». |
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