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Enrico Muttoni 15:19
L'opinione di Enrico Muttoni
Plastica, sistema in crisi in Sardegna
<i>Plastica, sistema in crisi in Sardegna</i>

La raccolta della plastica nel comune di Alghero si trova in condizioni di difficoltà. Una crisi di modesta entità, ma significativa, essendo un segnale di allarme da non sottovalutare. La raccolta dei RSU (rifiuti solidi urbani) va in crisi quando si ostruisce la via per il loro smaltimento, un trattamento che dovrebbe portare la trasformazione dei vari materiali verso il loro riciclo o inertizzazione, termine questo che comprende la riduzione a uno stato chimico-fisico il più possibile sopportabile dall’ambiente. Il rifiuto, dunque, deve essere selezionato, riciclato quando possibile, o trattato, di solito termicamente. La scelta del trattamento dev’essere fatta valutando il costo economico dello stesso. Cosa non semplice, come tenterò di spiegare. Il Comune di Milano copre una superficie di 182 km², con 1.366,000 abitanti (dato ISTAT 2025), ma con un numero almeno uguale di pendolari;

La Regione Sardegna copre una superficie di 24.124 km² con 1.552.000 abitanti (dato 28/02/2026). Le produzioni giornaliere di RSU sono pertanto confrontabili per ordine di grandezza. Raccogliere quotidianamente i RSU prodotti da queste due realtà evidenzia il vantaggio che hanno le aziende milanesi nella raccolta: il flusso è enorme, concentrato, e il riciclo conveniente ( anche se resta sempre e comunque un costo.) E’ semplice comprendere quale peso economico gravi sulla raccolta dei rifiuti in Sardegna. E quanto sia difficile organizzare il riciclo dopo la selezione. Fatta eccezione dell’organico, le altre tipologie di materiali partono per la discarica o per il continente. Non ci sono più, in Sardegna, fonderie, vetrerie, e cartiere. Non so per la plastica, ma c’è da essere pessimisti. E’ chiaro che, in assenza di riciclo a breve distanza dal bacino di raccolta, la selezione diventa una spesa inutile. In Sardegna, però, ci sono i termovalorizzatori (Macchiareddu, Villacidro, Tossilo e Ottana) e questa è una buona notizia, ma sono pochi e pertanto remoti. Il servizio dovrebbe essere riorganizzato suddividendo la raccolta in bacini di dimensioni ridotte e con impianti ben dimensionati ottimizzando il recapito dei rifiuti; evitando il loro trasporto nelle più disparate località.

C’è inoltre da capire bene, nel conferimento del rifiuto differenziato, chi paga chi: ovvero se la differenziazione restituisce al materiale un valore qualsivoglia: perchè chi ricicla dovrebbe dare un valore alla materia prima, mentre le discariche vogliono essere pagate per il servizio. Sono convinto che il numero degli eletti nelle varie assemblee politiche sarde, a conoscenza del percorso dei loro e nostri rifiuti dalla raccolta al trattamento, sia ridottissimo. E’ normale che la fermata della raccolta della plastica a S. Maria la Palma susciti allarme: perchè nessuno sa dove portare quella roba. Bè, dove la portavano prima. Ma questo prima dov’era? La sensazione del cittadino è che gli amministratori pubblici, di queste faccende tecniche, non sappiano nulla, o che accettino le soluzioni proposte senza esaminarle criticamente. Quello che preoccupa le Amministrazioni è la regolarità amministrativa degli appalti. Cosa doverosa, importantissima e basilare, ma che, a quanto si vede, trascura la qualità del servizio, confermando la regola che gli appalti al ribasso, senza esame di qualità, sono sempre una fregatura dell’utente. Un segnale positivo: l’avvio del trattamento della posidonia trattata a S. Marco è un segnale confortante, se si dimostrasse duraturo. Quello che si fa alla posidonia, infatti, andrebbe fatto con le opportune sezioni di impianto anche per le altre frazioni dei RSU. Consorziandosi con i comuni limitrofi, è auspicabile.
28/8/2026
La soluzione non può essere continuare a cercare piazzali sempre nuovi nei quali accumulare la plastica. Occorre che il sistema nazionale torni a garantire ritiri regolari e che il Governo intervenga sulle cause strutturali di una crisi della filiera del riciclo che conosce da tempo. Ad Alghero l’Amministrazione ha dovuto scegliere come affrontare questa situazione.
27/8/2026
Lo affermano i consiglieri comunali di Forza Italia intervenendo sul tema dell’emergenza dello stoccaggio plastica in città e proponendo alcune alternative rispetto al Palacongressi di Maria Pia
27/8/2026
Credo che l’Amministrazione debba avere uno sguardo a 360 gradi sul territorio e valutare concretamente il sito di San Marco, presso l’impianto di trattamento della posidonia e delle terre di spazzamento. È un’area industriale, lontana dalle abitazioni e già inserita in un sistema destinato alla gestione e al trattamento di materiali



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