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Aria Performing Art Festival, si parte
Le bellezze paesaggistiche, storiche e architettoniche della Sardegna nord-occidentale riprendono così il dialogo iniziato a giugno con le tante forme d’arte del festival organizzato da Senza Confini Di Pelle
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PORTO TORRES - Dopo la pausa estiva Aria Performing Art Festival ritorna a settembre con dieci nuove date in alcuni dei luoghi simbolo di Porto Torres (Necropoli di "Su Crucifissu Mannu", 1 settembre), Ossi (3, 4, 5 e 6 settembre) e Sassari (3, 9, 12, 22, 23 e 24). Le bellezze paesaggistiche, storiche e architettoniche della Sardegna nord-occidentale riprendono così il dialogo iniziato a giugno con le tante forme d’arte del festival organizzato da Senza Confini Di Pelle, con il sostegno della Camera di Commercio di Sassari (network Salude&Trigu), della RAS - Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e dei comuni coinvolti.
Danza, teatro, musica, presentazioni di libri, talk, performance site-specific, visite archeologiche, i laboratori di danza – e gli spettacoli - della compagnia bostoniana Liquid Spine e del danzatore, coreografo, poeta e musicista di fama internazionale Julyen Hamilton. Una molteplicità di linguaggi espressivi, collegati dal tema della quinta edizione: "Corpo Politico", perché ogni essere umano, nella sua totalità fisica e psichica, è «portatore di esperienze, narrazioni, desideri, e promotore di azioni e coinvolgimento» spiegano i direttori artistici Dario La Stella e Valentina Solinas. Per questo, «gli spettacoli in cartellone mettono in scena le atrocità che l’essere umano compie nei confronti degli altri esseri umani e dell’ambiente ma anche la forza dell’arte nell’affermazione della Bellezza e dell’Umanità».
A declinare il tema, secondo la propria personale visione, saranno gli artisti e le compagnie di livello internazionale ospiti al festival. Così, per citarne alcuni, il Balletto Civile/Michela Lucenti in "Le Fenicie", dalla tragedia di Euripide, racconta e condanna le atrocità della guerra, mentre Paola Bianchi in "[...] KZ" rievoca gli orrori dei campi di concentramento e Raffaella Tomellini celebra nel monologo teatrale "Malala", patrocinato da Amnesty International, la giovane attivista pakistana vincitrice del Premio Nobel per la Pace, Malala Yousafzai. A un’altra donna Premio Nobel, Grazia Deledda, nel centenario dell’attribuzione, è dedicato "Occi a s’eba" della giovane danzatrice e coreografa sassarese Sara Azzu, mentre Liquid Spine con "Bycatch" esplora le esigenze ambientali dei nostri ecosistemi acquatici messi in pericolo dall’avidità umana. |
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