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Red
20 marzo 2010
Sanità catalana in marcia su Cagliari
Il possibile accorpamento della sanità algherese con le strutture del capoluogo non piace a nessuno. Ordine del giorno congiunto per conferire al Sindaco più forza e incisività nei confronti delle scelte regionali in materia sanitaria
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ALGHERO - Tutti contro Cagliari. E non poteva essere altrimenti considerando le discutibili convinzioni in materia sanitaria della Regione. E così anche il consiglio comunale di Alghero appova un documento specifico: Soddisfazione da parte dei consiglieri per l'importante risultato ottenuto nell'ultima seduta del consiglio comunale di Alghero, che ha visto tutte le forze politiche presenti in aula sottoscrivere l'ordine del giorno, che impegna il sindaco ad attivarsi presso la Regione sardegna affinchè Alghero, in materia di sanità, mantenga la sua autonomia rispetto a Sassari, conservando la classificazione Asl.
Il sindaco, dunque, attraverso questo atto, potrà rappresentare con maggiore forza e incisività le legittime aspettative di una città ed un territorio che paiono essere messi sempre più ai margini della politica regionale. Grande soddisfazione anche da parte del Partito democratico, che sottolinea come in un recente incontro congiunto tra il Gruppo Consiliare e il Consigliere Regionale e capo-gruppo del Partito Democratico Mario Bruno sia stata affrontata la situazione dei servizi sanitari ed amministrativi ospedalieri e territoriali cittadini e, nel contempo, sia stata individuata la migliore collocazione all’interno della nuova riorganizzazione del sistema sanitario regionale. Come viene evidenziato da tempo - sottolinea il Pd Alghero - la situazione dei servizi ospedalieri presenta diverse criticità: il pronto soccorso suddiviso fra ospedale Marino e Civile; la cronica situazione di inadeguatezza e sovraffollamento del reparto di medicina e quindi l’esigenza di realizzare un reparto per lungodegenti; la forte esigenza di potenziare la cardiologia e la realizzazione dell’unita di terapia intensiva cardiologica, la riorganizzazione dei servizi di diabetologia, di ginecologia, dei reparti operatori e dell’endoscopia chirurgica; la carenza dei servizi territoriali, quali quelli domiciliari, di riabilitazione e di salute mentale, gravi carenze strutturali e tecnologiche dell’ospedale civile. «Alla luce di queste considerazioni - precisano i consiglieri comunali del partito democratico - la precedente giunta regionale di centro sinistra aveva approvato dopo 20 anni e a seguito di un’ampia consultazione democratica, il nuovo Piano Sanitario che ha ridisegnato più adeguati servizi socio-sanitari in tutto il territorio regionale e, all’interno di questo documento di programmazione e del Programma Attuativo Regionale FAS, è stato individuato un finanziamento di 80 milioni di euro per la realizzazione del nuovo ospedale cittadino». Con l’insediamento della giunta regionale di centro destra guidata da Cappellaci, tale situazione sembrerebbe ribaltata, denunciano con forza dal Pd: «con il pretesto di una finta riforma e con un colpo di mano della nuova maggioranza, vengono dapprima licenziati i direttori generali e, contestualmente, con uno spoyl sistem mascherato e palesemente incostituzionale, vengono nominati i Commissari delle asl sarde, scompaiono gli 80 milioni di fondi Fas destinati per il nuovo ospedale di Alghero». «In questi ultimi mesi inoltre - sottolinea il Partito democratico - si è concretizzata una strisciante strategia di de-qualificazione dei servizi sanitari ed amministrativi del nostro distretto sanitario con una politica di vera e propria spartizione finalizzata a privilegiare le strutture sassaresi e i vecchi e nuovi gruppi di potere, a discapito delle strutture e delle professionalità sanitarie presenti in città». / LE RICHIESTE DEL PD Foto d'archivio |
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