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S.A.
4 maggio 2010
Carcere Buoncammino: «situazione disastrosa»
Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” rimarca la difficile situazione sanitaria all'interno della casa circondariale di Cagliari
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CAGLIARI - «Rischia di precipitare la situazione sanitaria dei detenuti della Casa Circondariale di Buoncammino. Sono ormai agli sgoccioli i fondi per garantire le cure ai cittadini privati della libertà e il Centro Diagnostico Terapeutico registra un sovraffollamento con persone affette da gravi disturbi. Il panorama non è rassicurante e il futuro è ancora molto incerto».
Lo afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” avendo appreso che nonostante la Commissione paritetica Stato-Regione abbia completato i lavori per il passaggio alle Asl del sistema sanitario non sia ancora stato completato l’iter burocratico fermo al Ministero dell’Economia. «L’allungamento dei tempi – sottolinea – sta determinando una situazione di incertezza che si riversa sugli operatori condizionandone l’attività oltre che sui pazienti con gravi patologie con indispensabili cure farmacologiche e terapie specialistiche. Si tenga conto che dopo l’iter ministeriale, che prevede il nulla osta dei Ministeri del Welfare, degli Affari Regionali, della Funzione Pubblica e dell’Economia, il documento dovrà essere approvato dal Consiglio regionale». «Tra l’altro non è stato ancora definito lo status dei Medici e degli Infermieri Penitenziari che – evidenzia ancora la Presidente di Socialismo Diritti Riforme – dopo tanti anni di professionalizzazione sul campo aspirano a un riconoscimento. E’ inoltre indispensabile gestire la fase transitoria con determinazioni chiare e investimenti da parte della Regione in modo da non creare vuoti nell’assistenza farmaceutica e in quella sanitaria specialistica». «L’impegno dei componenti sardi della Commissione – conclude Caligaris – non può essere lasciato senza il necessario supporto anche dei Parlamentari sardi in modo che quanto è stato realizzato in questo periodo non si areni nei meandri di una burocrazia che tutti vogliono ridurre ma che sembra moltiplicarsi e diventare sempre più intricata. Nel frattempo i detenuti rischiano di vedere vanificato il diritto alla salute sancito dalla Costituzione». Foto d'archivio |
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