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Stefano Idili
10 giugno 2005
Alghero riuscirà a sollevarsi solo se troverà unità
«Le grandi scelte sulla sanità, sul turismo, sull’urbanistica, sulla qualità della vita e sul sociale, hanno necessità di un progetto comune che vada oltre le appartenenze, che ci veda tutti impegnati a realizzarlo nelle sedi istituzionali competenti, in Comune come in Provincia, nella Regione e in Parlamento
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ALGHERO – Dall’Unità Coronarica all’unità politica. Mario Bruno, consigliere regionale di Progetto Sardegna coglie l’occasione, intervenendo sulla Sanità locale, per sottolineare la necessità che si realizzi una reale unità d’intenti per il bene della città di Alghero. Da parte di tutti i politici che la rappresentano, su tutti i livelli istituzionali. La nota di Bruno si apre ricordando che l’intervento di deputati e consiglieri regionali a favore dell’istituzione ad Alghero dell’Unità Coronarica non è un fatto strumentale, legato al colore politico, ma una precisa esigenza del territorio. «Abbiamo ritenuto opportuno, infatti, – afferma l’esponente di Progetto Sardegna - in questa fase di scelte legate al Piano sanitario e alla razionalizzazione della rete ospedaliera, nella quale non mancano rivendicazioni altrettanto forti da parte di altri territori, intervenire in maniera documentata, pubblica e autorevole». L’Onorevole ricorda che la sospensione nel mese di agosto scorso da parte della Giunta Soru della delibera che istituiva l’Unità Complessa di Cardiologia è stata determinata dall’esigenza di vederci più chiaro rispetto all’istituzione in Sardegna di tutta una serie di nuovi primariati. Il provvedimento fu adottato a fine mandato dalla Giunta di centrodestra. «Già in precedenza, senza clamori, nel corso di numerosi incontri, ho affrontato le esigenze della Sanità algherese con l’Assessore Dirindin e, in tute le occasioni, non è mancato il sostegno all’esigenza del rafforzamento della cardiologia algherese».
Il bene di Alghero, senza scontri futili e propagandistici, è ciò che per Bruno deve emergere dalle future decisioni politiche e dopo avere tranquillizzato il Primo Cittadino «lo invito a non fare un processo alle intenzioni», continua affermando che «questa città non ha bisogno di campagne elettorali perenni, di propaganda politica continua. Questa città ha bisogno di una politica che veramente vada oltre il particolare e che metta in secondo ordine la maglietta che indossa». Alghero prima di tutto. Questo sembra dire Bruno nel proseguo della suo intervento: «Alghero riuscirà a risollevarsi solo se troverà unità, lo dico in un momento in cui “il vento” soffia dalla nostra parte politica. Lo chiedono l’esercito di disoccupati e di nuovi poveri, lo sollecitano i comparti produttivi e le forze sociali. Il confronto sui contenuti, sui metodi e sui programmi non deve mancare, ma è necessaria anche una forte alleanza fuori dalla città. «Le grandi scelte sulla sanità, sul turismo, sull’urbanistica, sulla qualità della vita e sul sociale, hanno necessità di un progetto comune che vada oltre le appartenenze, che ci veda tutti impegnati a realizzarlo nelle sedi istituzionali competenti, in Comune come in Provincia, nella Regione e in Parlamento. Solo in questo modo saremo in grado di recuperare la fiducia dei cittadini, stanchi della nostre beghe, e faremo realmente ciò che ci è stato chiesto con l’assunzione del mandato elettorale». Lodevole l’appello dei Mario Bruno. A questo punto, assodato che il nostro territorio ha potenzialità enormi non sfruttate, sarebbe interessante sottolineare chi, d’ora in poi, si farà partecipe di tali valutazioni e soprattutto sarà utile analizzare con perspicacia e attenzione quale sarà il comportamento dei nostri rappresentanti politici nei vari organi istituzionali in cui essi risiedono. Sempre, e solo, per il bene di Alghero. Nella foto: Mario Bruno |
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