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Antonio Sini 20 giugno 2005
Sanità
I tagli agli stipendi dei Dirigenti fanno discutere
Il Direttore Generale dell’Az.Usl n°1 di Sassari Bruno Zanaroli, ha operato in sede di autotutela. L’atto revocato pare dovesse essere sottoposto a controllo da parte della Regione
Sanità. I tagli agli stipendi dei Dirigenti fanno discutere

SASSARI - Continua a far discutere la Delibera adottata dal Direttore generale Dell’Azienda Usl n° 1 di Sassari Bruni Zanaroli. La revoca dei benefici economici è l’oggetto dell’atto n° 354 del 6 giugno 2005, destinatari una quindicina di dirigenti, sanitari e amministrativi.
Tutto ha avuto inizio con la vecchia amministrazione Aziendale, Direttore Antonello Scanu. Cerchiamo di ricostruire il percorso. Tutto parte dall’applicazione dell’art.39 coma 9 del contratto della dirigenza medica e sanitaria. Questo prevede un incremento della retribuzione quando i dirigenti hanno un incarico, con atto aziendale, quindi con il parere favorevole del Direttore Generale, di un dipartimento o di una struttura complessa. I primi che riuscirono ad ottener l’aumento furono i dirigenti Amministrativi, con una delibera risalente al 2002. Dopo due anni anche i Dirigenti medici ebbero riconosciuta l’indennità, a detta dei sindacati di categoria una disparità di trattamento palese. Per il pagamento di questi oneri, si preleva dai bilanci aziendali, poiché sono una voce variabile nella busta paga, slegato dal fondo contrattuale. A muovere l’attuale Direttore Generale, Bruno Zanaroli, pare sia stato proprio questo fatto, e dovendo intervenire, in un ottica di risanamento dell’Azienda, da un controllo di tutti gli atti che incidono sul bilancio, non ci ha pensato più di tanto a revocare un atto, che pare sia viziato nell’iter procedurale: non è stato sottoposto a controllo da parte delle Regione. Quindi la deliberazione che attribuiva i benefici contrattuali ai Dirigenti Amministrativi a datare 2002, e l’atto che allargava questi benefici ai Dirigenti medici, pare non siano mai stati trasmessi a Cagliari per un’approvazione. Un passaggio previsto dalla legge nell’ambito del “controllo sulle attività delle Aziende Usl e Aziende ospedaliere”. Se così fosse il comportamento di Bruni Zanaroli sarebbe incontestabile. La domanda conseguente è ora sulla bocca di tutti: i Dirigenti che sono a capo di una struttura complessa o di dipartimento, pensiamo ai dirigenti dei Presidi Ospedalieri, ai dirigenti del dipartimento di salute mentale e del P.M.P. dovevano aver riconosciuta l’indennità contrattuale? A detta di qualcuno certamente, considerato che, il contratto nazionale della dirigenza, all´articolo 39, comma 9, prevede un aumento della retribuzione, testualmente “Nel conferimento dell´incarico di direttore di dipartimento ovvero di incarichi che, pur non configurandosi con tale denominazione, ricomprendano più strutture complesse, per la retribuzione di posizione, parte variabile, del dirigente interessato è prevista una maggiorazione fra il 35 ed il 50 per cento”. I sindacati di categoria che hanno chiesto un incontro al Direttore Generale, sperano di ricucire la parte sanabile del contendere. L’altra parte è più strettamente giuridica: un atto che doveva essere sottoposto a controllo, in assenza, era nullo? No. Lo si evince da un’ attenta lettura della delibera n° 354 del 6 Giugno 2005, l’atto decorre ex nunc e non ex tunc. In effetti la Revoca in diritto Amministrativo è una manifestazione di Autotutela , cioè l’Amministrazione provvede autonomamente a eliminare i propri atti illegittimi o inopportuni. La Revoca in definitiva è il ritiro con efficacia ex nunc di un atto inopportuno, o non conveniente, in base a un diverso apprezzamento della situazione che aveva dato luogo alla sua emanazione, e Bruno Zanaroli questo ha fatto. Ma tanti dirigenti dissentono.

Nella foto: Bruno Zanaroli (primo da destra)
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