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Vanni Masia
Dirigente di Arcobaleno di Stella Nascente 7 luglio 2003
Assenza completa di una vera politica sanitaria in Sardegna
Piano Sanitario Regionale è assente da quasi 20 anni. Arcobaleno di Stella Nascente denuncia la grave inadempienza attuata, in precedenza, dal governo regionale di centro-sinistra e che oggi continua con il governo di centro-destra
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In ogni Regione che attua una politica sanitaria vera si ha la presenza di un Piano Sanitario Regionale (P.S.R.). Il P.S.R. rappresenta il piano strategico degli interventi per il raggiungimento degli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi. Nella nostra Regione tutto ciò è assente da quasi 20 anni. Si evince quindi che questa inadempienza è stata attuata, in precedenza, dal governo regionale di centro-sinistra ed oggi continua con il governo di centro-destra. Nel mentre, le facce dei politici sono sempre le stesse!
Il P.S.R. dovrebbe disciplinare anche il rapporto tra programmazione regionale e programmazione locale, definendo le procedure di proposta, adozione e approvazione del P.A.L. (Piano Attuativo locale) che non è altro che l’atto di programmazione con il quale le Aziende USL definiscono gli obiettivi ed i risultati che intendono conseguire attraverso le azioni, i progetti e le attività da realizzare, sempre nei limiti delle risorse disponibili e dei vincoli di pareggio di bilancio. E tra le altre cose dovrebbe definire: i volumi complessivi di attività e prestazioni relativi alla domanda ed ai programmi assistenziali; possibile istituzione di nuove strutture; i posti letto disponibili per ciascuna struttura di ricovero, distinti per prestazioni di ricovero ordinario o in day-hospital o in day-surgery (non sono prodotti della Findus); il quadro complessivo dei tempi di attesa per l’erogazione delle prestazioni distinti per U.O. e tipologia di prestazioni; il fabbisogno di personale, suddiviso per ciascuna area organizzativa, necessario per produrre le attività previste; le azioni e gli interventi per l’assistenza domiciliare integrata (A.D.I.) ecc. Tutto ciò deve essere prodotto in quanto il Piano Attuativo Locale (PAL) è un obbligo dell’Azienda, la quale deve predisporre le linee generali e sottoporle all’attenzione della Conferenza dei Sindaci e delle OO.SS. maggiormente rappresentative. Tutto ciò, in Sardegna, è procedura del tutto disattesa ed il P.S.R. rimane una chimera. "Arcobaleno di Stella Nascente" vuole ricordare alcune dichiarazioni fatte dall’Assessore Regionale alla Sanità, On. G. Oppi, in data 13/02/2003: “Chiarito il problema dei conti, sono favorevole all’istituzione «immediata» di una Commissione d’inchiesta presieduta da un esponente dell’opposizione. Questo per chiarire alcuni strani atteggiamenti e interessi esistenti nella Sanità che io ho anche di recente denunciato”. In attesa dell’inchiesta, l’assessore si è soffermato su altre accuse arrivate dall’opposizione: Manager delle Asl superpagati. "Le retribuzioni - ha ribadito l'Assessore - sono state aumentate per creare una certa distinzione rispetto a quelle dei direttori di dipartimento (dipendenti dei manager) che guadagnano tra i 130 e i 140 mila euro all’anno.- ed ha proseguito - Il Piano sanitario regionale manca dal 1985. Il Centro sinistra ha speso 800 milioni (commissione Guzzanti) senza combinare granché. Potrebbe essere approvato dalla Giunta entro giugno" Nell'affrontare la questione della decina di piccoli ospedali, ha detto di essere "contrario alla chiusura ma si dovrà provvedere a una razionalizzazione della rete ospedaliera". Bene, nella Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 Giugno 2003 è stato pubblicato il nuovo Piano Sanitario Nazionale 2003-2005, con i suoi 11 “progetti per la strategia del cambiamento” e 14 obiettivi di salute. Alla base c'è l'attuazione dei livelli essenziali di assistenza, cioè delle prestazioni minime che vanno assicurate in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Con l'ennesima dichiarazione di guerra alle liste d'attesa. Ma il punto fondamentale del Piano è un altro: l'accento sul territorio, posto con vigore insieme con l'addio all'assistenza «ospedalocentrica». Un obiettivo da perseguire riconoscendo una nuova centralità alla medicina di base e alle cure a domicilio, riqualificando la rete ospedaliera, ma anche rispondendo ai nuovi bisogni di assistenza: in primis, quelli di anziani, non autosufficienti e malati cronici. Le regioni, entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore del Piano sanitario nazionale, adottano o adeguano (non è il nostro caso) i Piani sanitari regionali, prevedendo forme di partecipazione delle Università, delle autonomie locali, nonché delle formazioni sociali private non aventi scopo di lucro, delle organizzazioni sindacali e delle strutture private accreditate dal Servizio sanitario nazionale. Le regioni e le province autonome dovrebbero trasmettere al Ministro della salute i progetti di piani sanitari per acquisirne il parere in relazione alla coerenza con gli indirizzi del Piano sanitario nazionale. Il Ministro esprime il parere entro 30 giorni ! Nel frattempo noi che abbiamo veramente bisogno di assistenza sanitaria, stiamo ad aspettare un qualcosa che è un diritto sancito dalla Costituzione: LA SALUTE. |
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