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Red 20 luglio 2020
Università Cagliari: ricercatori collaborano a Spirit
I ricercatori dell’Università degli studi di Cagliari collaborano al progetto spaziale australiano “Spirit”: entro il 2022, verrà realizzato e lanciato nello spazio un satellite con un prototipo avanzato di rivelatore a raggi x sviluppato in due progetti realizzati dall’Ateneo con l’Istituto nazionale di astrofisica


CAGLIARI - L’Università di Melbourne, con Michele Trenti, ha di recente vinto un finanziamento di circa 4milioni di dollari australiani per la realizzazione di un sofisticato prototipo di nano-satellite rinominato “Spirit-Space industry responsive intelligent thermal”. Il finanziamento è stato assegnato dall’Agenzia spaziale australiana nell’ambito dell’International space investment expand capability program, con lo scopo di promuovere opportunità spaziali internazionali per il settore spaziale australiano. Il coinvolgimento dell’Agenzia spaziale italiana nel progetto coordinato dalle Scuole di Fisica e ingegneria dell’Università di Melbourne e supportato dall’Asa, ha permesso di estendere l'iniziale focus tecnologico della call internazionale ad uno più scientifico di sicuro impatto nell’astrofisica delle alte energie. Il satellite Spirit, che verrà realizzato e lanciato nello spazio entro il 2022, ospiterà un prototipo avanzato di rivelatore a raggi x sviluppato nei progetti “Hermes technological pathfinder” (finanziato dall'Agenzia spaziale italiana per 5,5milioni di euro) ed “Hermes scientific pathfinder” (finanziato dalla Comunità europea nel programma “Horizon 2020” per 3,3milioni di euro), che vedono l’Università di Cagliari e l’Istituto nazionale di astrofisica tra i fondatori.

Per questo, il gruppo di Astrofisica del Dipartimento di Cagliari ricopre un ruolo di primo piano nella missione. Il gruppo ha contributo attivamente alla definizione dei requisiti scientifici della missione e coordina la progettazione e lo sviluppo dell’infrastruttura scientifica cruciale per l’analisi e l’utilizzazione dei dati scientifici che saranno prodotti dai rivelatori una volta in orbita. Il progetto Hermes prevede la realizzazione ed il lancio in tempi rapidissimi (entro il 2022) di una flottiglia di sei nano-satelliti (poco più grandi di una bottiglia di champagne) in un'orbita equatoriale bassa, per osservazioni scientifiche coordinate nella banda dei raggi x e gamma, soprattutto di transienti cosmici, esplosioni repentine di energia nella banda dei raggi gamma che arrivano anche dai più remoti confini dell'universo. Spirit, che verrà posizionato in un orbita elio-sincrona a bassa quota, integrerà la costellazione di Hermes. «Misurazioni da orbite diverse incrementeranno le capacità di determinare con precisione le posizioni dei transienti nella sfera celeste e dunque di individuare il tipo di sorgenti da cui provengono e le galassie che li ospitano, che è l'obiettivo principale del progetto Hermes”, spiega Luciano Burderi, docente di Astronomia ed astrofisica al Dipartimento di Fisica dell'Università di Cagliari e principal investigator del progetto.

Inoltre, per funzionare in orbita eliocentrica, il rivelatore Hermes dovrà essere raffreddato per ridurre il danno da radiazioni. Questo è precisamente uno degli obiettivi tecnologici di Spirit: far funzionare un controllo attivo della temperatura su un nano-satellite. «La capacità di raffreddare attivamente il nostro rivelatore apre l'opportunità di usarlo in ambienti più ostili rispetto all'orbita equatoriale bassa, come nelle orbite basse inclinate (20-50gradi), nelle orbite circum-terrestri a grandi distanze e nello spazio profondo. Ciò aprirà nuove opportunità per l'uso di rivelatori utili per le misurazioni di raggi x e gamma, rendendoli eccezionalmente versatili in vista di una loro futura utilizzazione magari sulla superficie della Luna, approfittando delle nuove opportunità offerte dai progetti di esplorazione del nostro satellite, oggi in discussione nelle principali agenzie spaziali quali Nasa ed Esa», aggiunge Andrea Sanna, ricercatore a tempo determinato al Dipartimento di Fisica dell'Università di Cagliari e scientific manager del progetto. Nei prossimi anni, il ruolo dell’Università di Cagliari nel progetto Hermes potrebbe diventare ancora più rilevante. Infatti, il gruppo di Astrofisica di Burderi è alla guida, con l’Università Federico II di Napoli, e con il supporto dall’Asi, della proposta progettuale denominata “Graal. Una catena di montaggio in Astronomia Gamma: un prototipo per una flotta di nano-satelliti per lo studio di fenomeni astrofisici nella banda delle alte energie”, sottomessa nell’ambito della call del Fondo integrativo speciale per la Ricerca bandito dal Miur nell'ottobre 2019. La proposta progettuale, che richiede un finanziamento di 5milioni di euro e ha come scopo la progettazione e sviluppo di prototipi di seconda generazione da immettere all’interno della costellazione Hermes, è al momento in fase di valutazione.

Nella foto: il docente Luciano Burderi
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18/9/2020
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