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Red 20 agosto 2020
«Bene Ferragosto, ma il futuro è sempre incerto»
Campeggi al completo per Ferragosto, anche se la media del mese rimane sempre in rosso e, a due giorni dalla festa dell’Assunta, già si registrano dei cali. La seconda metà del mese, che nel calendario turistico solitamente segna il picco degli arrivi e delle presenze, prosegue con numeri sotto la media, complici la crisi economica e l’incertezza rispetto al futuro prossimo. Questo il resoconto di Faita Sardegna


CAGLIARI - Campeggi al completo per Ferragosto, anche se la media del mese rimane sempre in rosso e, a due giorni dalla festa dell’Assunta, già si registrano dei cali. La seconda metà del mese, che nel calendario turistico solitamente segna il picco degli arrivi e delle presenze, prosegue con numeri sotto la media, complici la crisi economica e l’incertezza rispetto al futuro prossimo. «Quest’anno, solo le giornate di Ferragosto hanno confermato le medie del periodo – spiega il presidente di Faita Sardegna Nicola Napolitano – La pandemia ha cambiato però fortemente le abitudini e le possibilità di spesa rispetto agli anni scorsi».

Se il Ferragosto ha sancito il tutto esaurito per tutte le strutture messe a disposizione nei campeggi (bungalow ed aree per camper e tende) ad oggi resistono solo i bungalow. «Questo significa che per quei pochi giorni di vacanza ferragostana, molti ne hanno approfittato per qualche giornata di libertà in tenda o camper. Chi invece ha ferie più lunghe preferisce il distanziamento offerto dalle mobil home» spiega ancora Napolitano. Le famiglie hanno meno disponibilità economica, nettamente inferiore rispetto agli anni scorsi (secondo le rilevazioni del Centro studi Faita). C'è un crollo nelle presenze nei ristoranti interni alle strutture dei campeggi, mentre hanno tenuto le pizzerie. «Oltre alla meno disponibilità dovuta alla crisi economica, l’incertezza sul futuro porta gli italiani (che quest’anno sono in netta maggioranza nei campeggi) a spendere di meno», come del resto conferma uno studio del Censis: il 68percento degli italiani ha paura per la situazioni economica familiare, con un +39,8percento che ha incrementato il proprio risparmio durante il lockdown, in un'epoca in cui l’unica certezza è che “tutto può succedere”.

Al momento, il mese di settembre rimane ancora un'incognita. Il recente decreto di chiusura delle discoteche, assieme alle notizie dell’aumento dei contagi, non stanno favorendo le prenotazioni. «Se questa stagione contava di risollevarsi con i mesi di agosto e settembre, c’è da dire che le prospettive non sono come speravamo. Sta aumentando nuovamente la paura per gli spostamenti e questo lo registriamo anche nelle nostre strutture all’aria aperta dove garantiamo grazie a grandi spazi (in media ci sono 100metri quadri a persona), la possibilità di effettuare il distanziamento necessario», dichiarano dalla sede regionale della Faita.
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