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A.B. 22 aprile 2008
«Bella Ciao un motivetto di parte»
Numerose reazioni politiche dopo lo scoppio del "Caso Alghero" per le celebrazioni del 25 Aprile
«Bella Ciao un motivetto di parte»

ALGHERO - A pochi giorni dalle celebrazioni ufficiali del 25 Aprile, ancora polemiche e divisioni ad Alghero. La censura di "Bella Ciao", la popolare canzone simbolo delle lotte di Liberazione dal nazifascismo, da parte del sindaco di Alghero Marco Tedde ha scatenato una vera bagarre non solo nel mondo politico. Ma le polemiche maggiori, come spesso in questi casi accade, si riversano proprio all'interno degli opposti schieramenti politici, riportando un fatto storico nazionale, nel più strumentale campo politico. «Bella Ciao è un bel motivetto ma è una canzone di parte, che può essere cantata nelle feste di partito». Dopo tante voci, ad intervenire è il coordinatore cittadino di Forza Italia - Popolo della Libertà e assessore al Turismo del comune algherese Mario Conoci che fa un plauso al sindaco per aver «restituito alla collettività la festa del 25 Aprile ben rappresentata dall’inno di Mameli, evitando che una ricorrenza di tutti fosse monopolizzata da una sola parte politica, quella comunista, che, laddove raggiunse il potere, insieme al nazifascismo ha rappresentato la più grande tragedia del XX secolo». «La storia d’Italia è di tutti - ricorda Conoci - e non si può lasciare che a celebrarla sia sempre la solita parte. E chi si ostina, oggi, nel 2008, a riproporre divisioni tra vincitori e vinti, è fuori dal tempo, lontano dalla gente, che li colloca infatti fuori dal Parlamento e fuori dal Consiglio comunale». Marco Tedde è riconosciuto da tutti come persona estremamente tollerante, scrive il coordinatore forzista, ed ha solo voluto uniformare il cerimoniale cittadino a quello della repubblica italiana. «Elias Vacca vuole ricompattare la sinistra algherese dopo la tranvata elettorale - si chiede Mario Conoci - lo faccia pure. Gli rimane solo questo, perché gli elettori, anche quelli di sinistra, hanno espresso chiaramente di essere stufi delle vanità, degli slogan, delle scenate isteriche». Intanto il Caso "Bella Ciao" approda in consiglio Comunale, dove Matteo Tedde, Gavino Tanchis e Valdo Di Nolfo, hanno aperto i loro interventi commentando la decisione del sindaco. Primo a toccare l’argomento è stato Matteo Tedde, il giovane consigliere dello Sdi ha sottolineato come l’unico risultato della decisione sia quello di «dividere ulteriormente la città, escludendo una parte dei cittadini, su un qualcosa a cui tengono molto. Il sindaco privilegia una parte escludendo quella, forse, più importante». Tedde ha anche parlato di possibili reazioni della piazza. «Se dovesse succedere qualcosa – ha concluso – la colpa sarà solo del sindaco di Alghero». Alle sue parole si è unito anche Gavino Tanchis, rappresentante di Arcobaleno di Stella Nascente, che ha dichiarato di non pensare che una canzone popolare possa dividere. «Divide il non riconoscere dei diritti», ha chiosato. L’argomento è stato concluso da Valdo Di Nolfo, consigliere comunale di Alghero Viva. Il leader del Cantiere Sociale, che ha organizzato per l’occasione un "Controcorteo", ha dichiarato «Ormai ci sono abituato, perché è quattro anni che la vieta e noi scendiamo ugualmente in piazza e la cantiamo col megafono». Intanto si registrano dichiarazioni da numerosi esponenti regionali e nazionali.



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