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S.A. 15:00
Una madre algherese: «Senza casa, sono un’invisibile»
Disagio abitativo e disabilità sono al centro delle lettera aperta firmata e inviata alla redazione da una madre algherese in attesa di risposte da parte delle istituzioni
Una madre algherese: «Senza casa, sono un’invisibile»

ALGHERO - Disagio abitativo e disabilità sono al centro delle lettera aperta firmata e inviata alla redazione da una madre algherese in attesa di risposte da parte delle istituzioni:

Mi chiamo Masu Maria Dolores sono una madre algherese. Vi scrivo perché dopo anni di richieste ,attese e silenzi,sento il bisogno di raccontare pubblicamente la mia storia. Nel 2019 ,quando ero in attesa di mio figlio,ho presentato domanda per alloggio popolare. In quel periodo risultai in graduatoria all undicesimo posto con 8 punti, successivamente al settantatreesima posto con 4 punti ed infine al sessantanovesimo posto con gli attuali 4 punti. Oggi nel 2026 mi ritrovo al centotrettasettesimo posto con ben 2 punti assegnati. In questi anni ho tentato di avere spiegazioni, aiuti rimarchiando la mia posizione nella graduatoria prima dell attuale in vigore,ma non ho mai ricevuto risposte concrete capaci di migliorare la mia situazione. Negli anni pur di dare una casa a mio figlio mi sono ritrovata a vivere a Tempio Pausania perché ad Alghero non si trovano case ma ero fiduciosa nella costruzione di alloggi popolari. Attualmente vivo a casa di mia madre insieme a mio figlio. Sono grata per il suo aiuto,ma questa convivenza non è più sostenibile. Mio figlio è affetto da una forma di disabilità e ha bisogno di spazi adeguati, tranquillità e stabilità. Anche io come madre ho bisogno di poter garantire a mio figlio una casa e una vita dignitosa. Mi chiedo come sia possibile che allora nel lontano 2019 ero tra i primi posti e poi ora dopo ben quasi 7 anni di attesa mi ritrovo nei posti bassi senza aver ottenuto alcuna soluzione. Mi chiedo come sia possibile che una famiglia con un minore e con problematiche legate alla disabilità possano lasciarle senza risposte. Non sto chiedendo favoritismi. Sto chiedendo attenzione, ascolto e il rispetto di un diritto fondamentale: avere una casa. Scrivo questa lettera non solo per me ma per tutte quelle persone che vivono la stessa emergenza abitativa e spesso non hanno voce. Dietro ogni numero di una graduatoria ci sono famiglie vere, bambini veri e difficoltà che non possono essere ignorate. Inoltre 7 mesi fa sono stata sottoposta a un delicato intervento per rottura di aneurisma celebrale. Nonostante questo cerco di dare una vita dignitosa a mio figlio,che tutt’ora per la sua disabilità assume una terapia farmacologica e ha bisogno di costanti terapie comportamentali. Ciò che mi ha fatto soffrire maggiormente è sentirmi invisibile agli occhi delle istituzioni. Nonostante le mie condizioni personali,famigliari e sanitarie siano note agli uffici competenti continuo a non ricevere risposte concrete. Inoltre come cittadina faccio fatica a comprendere alcuni criteri di assegnazione di alloggi con apparentemente esigenze inferiori, faccio fatica ad accettare che vengano costantemente occupati alloggi popolari e le istituzioni ne sono al corrente e nessuno fa niente per garantire a tutti una casa. Non dispongo degli elementi necessari per giudicare le singole assegnazioni o i singoli punteggi e posizioni ma chiedo la trasparenza e chiarimenti affinché tutti i cittadini possano comprendere come vengano attribuiti gli alloggi e secondo quali priorità. La mia non è una polemica alle persone. È una richiesta di attenzione verso una madre che da anni aspetta una casa per se e per suo figlio, senza riuscire a vedere una soluzione all’orizzonte. Mio figlio sta crescendo senza avere una casa sua e ogni anno che passa nessuno potrà restituirlo. Spero che la mia testimonianza venga ascoltata e che chi ha la responsabilità istituzionale possa finalmente fornire risposte concrete.



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