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Red 23 aprile 2008
La Festa per la Liberazione squarcia il Consiglio
Le celebrazioni per il 25 Aprile mostrano tutti i limiti della politica. Alghero conquista per alcuni giorni le cronache nazionali
La Festa per la Liberazione squarcia il Consiglio

ALGHERO – Il 25 Aprile ad Alghero (ma non solo) divide. Interrogazione urgente presentata in Consiglio Comunale da Valdo Di Nolfo, per chiedere spiegazioni sulla censura della mitica "Bella Ciao", «canzone popolare che rappresenta un inno alla necessità di battersi per la libertà fino all'estremo sacrificio», si legge tra le motivazioni. Non si placa infatti la polemica sulle celebrazioni della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, e i gruppi consiliari fanno muro contro muro sulla decisione del sindaco di Alghero di negare alla Banda "Dalerci" di suonare "Bella Ciao", la storica canzone simbolo della Resistenza. I capigruppo dell’Opposizione uniti, gridano allo scandalo, soprattutto dopo l’enorme eco avuto a livello nazionale dalla censura. «Un atto gravissimo di attacco alla Resistenza, alla Costituzione che da essa nacque e alla democrazia», sottolineano in una nota. «Un sindaco che impone le proprie scelte ideologiche, in nome di un malinteso senso dell’equilibrio tra le parti politiche non può che definirsi reazionario, quando consapevolmente tenta di deviare il senso profondo col quale i cittadini algheresi si identificano nei valori che sono alla base della nostra Costituzione Repubblicana». «L’art. 21 della nostra Costituzione, una delle più democratiche e avanzate al mondo – chiosano i capigruppo dell’Opposizione - scritta da tutte le forze politiche che parteciparono alla Resistenza contro il nazifascismo recita il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». «Sarebbe interessante sapere se il sindaco di Alghero ritiene l’esecuzione in pubblico del canto popolare “Bella Ciao”, nato nel cuore della Resistenza Italiana al Fascismo, uno spettacolo contrario al buon costume», continuano i consiglieri comunali. Il Sindaco si dovrebbe vergognare del misero tentativo di oscurare una delle più belle pagine di storia che il popolo italiano ha scritto con il proprio sangue per la conquista della libertà, dichiarano. «Lo slittamento sempre più a destra dello schieramento Berlusconiano, di cui il Sindaco è prode alfiere – concludono - l’accoglimento nelle sue fila di fascisti dichiarati come la Mussolini o Ciarrapico, condizionano ormai irreversibilmente la cultura politica della destra italiana e di quella algherese».

Dalla Maggioranza rispondono sorpresi «che molti di questi personaggi politici si siano accorti solo quest’anno che nella scaletta della Banda Musicale manchi Bella Ciao. Il brano manca dal 2003, e questi personaggi, compreso l’ex deputato Elias Vacca, hanno sfilato insieme al Sindaco Marco Tedde in questa solenne occasione senza protestare». «Quest’anno, in coincidenza con il risultato elettorale che ha bocciato il PD e che ha cancellato la sinistra radicale, stranamente l’opposizione si rende conto che Alghero ha un sindaco “reazionario” e “filo fascista”. Noi crediamo, così come lo crede il Sindaco, che chiunque è libero di cantare Bella Ciao il 25 Aprile, ma anche nel resto dei giorni dell’anno, e respingiamo con forza i tentativi dell’opposizione di far passare il concetto che il Sindaco ha vietato di cantare Bella Ciao a chiunque lo volesse fare». «Crediamo –ribattono con forza i capigruppo del Popolo della Libertà e Udeur - che con il becero tentativo di creare divisione politica e culturale, addirittura parlando di “attentato alla democrazia” l’opposizione non ottenga nessun risultato se non quello di rafforzare ancora di più la convinzione negli elettori algheresi che hanno fatto bene a scegliere il centrodestra algherese con grandi percentuali di consenso». «La politica dell’opposizione ha quindi poco da dire, anzi ha molto da dire e poco da fare, continua a parlare con gli slogan e con il luoghi comuni sulla “democrazia in pericolo”. Sono sistemi desueti di screditare l’avversario politico quando non si hanno altri argomenti». A margine della polemica tra i capigruppo consiliari si inserisce anche il Circolo del Buon Governo che alla luce di tutto ciò ci chiede «se nostri concittadini questo teatrino possa interessare». «Nel 2008 si deve continuare a dibattere e polemizzare sul 25 aprile e la resistenza? Nessun esponente politico dei partiti dell’arco parlamentare nega ormai l’importanza della guerra di resistenza per la democrazia italiana, ma allo stesso tempo è giusto indagare e portare alla luce le parti oscure di quel periodo senza per questo essere tacciati di revisionismo».



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