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Red
25 aprile 2008
«Resistenza patrimonio comune»
Di seguito il discorso integrale del Sindaco della città di Alghero
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ALGHERO - «Oggi festeggiamo quello che può essere definito il 2° Risorgimento italiano che ha consentito il ritorno dell’Italia alla Libertà e alla democrazia. Ci fu una resistenza silenziosa dei comuni, che segnò il ritorno del popolo italiano alla libertà e alla democrazia, e una resistenza vasta e articolata nella lotta partigiana di laici e cattolici, marxisti e liberali, repubblicani e monarchici per liberare l’Italia dal nazifascismo. Ma vi fu anche l’impegno combattente delle Forze Armate italiane rimaste fedeli allo Stato, delle migliaia di soldati che sono sempre stati ignorati e che pagarono con il campo di concentramento la loro fedeltà all’esercito italiano rifiutando di nascondersi nei boschi e di collaborare con i tedeschi. E lo straordinario contributo di tutte le forze dell’ordine, tutte indistintamente, troppo spesso dimenticato, e quello degli americani e degli inglesi che caddero per la nostra libertà. Tutto questo è stata la Resistenza!». «La Resistenza fu una lunga trama di sacrifici: “saremmo tutti morti se non avessimo avuto con noi le popolazioni civili” diceva Emilio Taviani. La Resistenza è patrimonio comune di tutti, di tutti indistintamente». «Questo è stato l’insegnamento del Presidente Ciampi che a partire dal 25 aprile 2003 decise di tenere la cerimonia nel cortile d’onore del Quirinale, dando alla ricorrenza alto valore nazionale e lasciando fuori dalla porta dispute e contrasti. La Liberazione, il ricordo del 25 aprile, deve essere una festa unitaria, non un momento di contrapposizione e polemiche. Una data che unisce, non che divide». La festa della Libertà, che rimane ancora oggi il bene supremo, consacrato dalla Costituzione repubblicana, ci ricorda che la liberazione fu un fatto corale, di massa, così come la Resistenza che ebbe una pluralità di manifestazioni. Pluralità sta a significare che fu un intero popolo, nelle sue varie componenti, a scrivere la pagina della Liberazione. Pagina che non è stata scritta da pochi, come pochi vorrebbero farci credere con tristi tentativi di impossessarsi della festa di tutti gli italiani. Ma la Resistenza fu anche guerra civile che fece versare sangue fraterno tra la maggioranza degli italiani e una minoranza che, sbagliando, volle difendere con tragica coerenza il regime morente. La festa odierna deve essere considerata di alto valore nazionale. Lo spirito del 25 aprile 1945, simbolo dell’unità e della libertà riconquistate dal popolo italiano, ci deve fare riflettere sul passato, ma anche sul presente e sull’avvenire dell’Italia: perché i popoli che non hanno memoria del loro passato non sono padroni nel loro futuro. Viva la Libertà, Viva l'Italia».
Nella foto Marco Tedde a Porta Terra |
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