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Red 13 settembre 2009
Sanità sarda "azzannata" dalla Politica, è polemica
Giorni convulsi per la sanità in Sardegna. Corsa ai posti di comando delle Asl. Mario Bruno parla di "peggior ritorno alla partitocrazia". L'assessore Liori dice di non accettare diktat da nessuno e Cappellacci rivendica la possibilità di compiere scelte
Sanità sarda

CAGLIARI - Nel 2004 la sanità della Sardegna era nella lista nera delle regioni che il Governo Nazionale si preparava a sottoporre a pesanti provvedimenti a causa delle dimensioni dei suoi disavanzi e della totale assenza di programmazione. La Regione rischiava di dover coprire obbligatoriamente i disavanzi pregressi aumentando le tasse (addizionale Irpef e Irap) e i ticket; rischiava inoltre di vedersi imporre da Roma (come è successo in altre regioni italiane) scelte programmatorie e gestionali riguardanti la sanità.

Nulla di tutto questo è accaduto. La Sardegna non è stata sottoposta ad alcun provvedimento coercitivo da parte del Governo Nazionale, non è stata commissariata (come sta accadendo a molte regioni del Sud) ed è sempre stata dichiarata adempiente ai Tavoli nazionali di verifica del Ministero dell’Economia e il Ministero della Salute.

Il Governo di ieri, in poche parole, ha evitato l’aumento delle tasse, ha scongiurato l’aumento dei ticket, ha recuperato risorse statali negate alla Sardegna a causa delle precedenti numerose inadempienze, ha rivendicato più finanziamenti per la sanità sarda, ha risanato i conti del Servizio sanitario regionale.

Nel 2004, la Giunta Soru si era infatti trovata con oltre 470 milioni di disavanzo riferiti ai soli anni 2001, 2002 e 2003 (dati certificati dal Ministero dell’Economia) e una situazione del 2004 pesantemente pregiudicata dai provvedimenti di fine legislatura-Pili. Negli anni si è provveduto a coprire interamente i debiti accumulati fino al 2004, evitando così penalizzazioni per l’intera regione. Arriviamo ai giorni nostri.

Giorni convulsi in Sardegna. Scoppia il malumore nella maggioranza di centrodestra per la spartizione dei posti di potere e prestigio nella sanità pubblica sarda, e dopo che iniziano a circolare i primi nomi dei commissari che guideranno tutte le Asl dell'isola e le aziende miste, nei partiti è braccio di ferro. Ammessi alla spartizione Pdl, Udc, Riformatori Sardi e Psd'Az.

Tutti i papabili. Emilio Simeone (Udc) per l'Asl di Cagliari, Mariano Meloni (Psd'Az) a Nuoro, Paolo Manca (Pdl) azienda mista di Sassari, Gianno Cavalieri o Davide Zolezzi (Pdl) alla Asl sassarese, Gianni Panichi (Pdl) a Oristano, Ugo Storelli al Brotzu di Cagliari. Incertezza a Olbia dove è in corso una vera e propria bufera con denunce di lotizzazione da parte di esponenti del Pdl.

Da San gavino arrivano le bordate dell'ex Governatore della regione Renato Soru che parla di unica possibilità per i politici sardi di spartirsi i posti. «In Sardegna decide tutto Berlusconi - sottolinea Soru - per cui agli amministratori attuali non resta che spartirsi i posti». Anche Massimo Dadea, ex assessore regionale, ha criticato tutta l'operazione-sanità della giunta, puntando il dito sui danni che questo terremoto porterà nelle case dei sardi.

Durissimo Mario Bruno. Il capogruppo algherese del Pd parla apertamente di peggior ritorno alla partitocrazia. «La sanità torna terra di conquista, alla maggioranza non interessa valutare nel merito il lavoro dei singoli manager ma semplicemente ed esclusivamente la spartizione delle poltrone».

Mario Diana non ci sta. Alle dure accuse dell'opposizione replica il capogruppo del Pdl mario Diana, che in una nota difende le scelte della maggioranza e critica le parole di Mario Bruno. «Chi segue costantemente le vicende della politica isolana ricorda benissimo i lunghi tira e molla tra le correnti del Pd e tra quest’ultimo e gli alleati, e i malumori di chi, di volta in volta, restava a bocca asciutta», attacca il capogruppo.

La difesa di Cappellacci. Nella tarda serata poi, arriva la lettera di Ugo Cappellacci per cercare di stemperare gli animi all'intermno della maggioranza, e far abbassare i toni dello scontro con l'opposizione. Contrariamente a quanto dicono i suoi stessi sostenitori che denunciano (sopratutto i galluresi) una "spartizione di poltrone", nega la lotizzazione in atto. «In questi ultimi giorni, tra i partiti di maggioranza, c’è stato un dialogo e un confronto sereno per individuare il nuovo corso della sanità sarda», precisa, e rivendica il diritto di fare delle scelte.

Marco Espa, vicepresidente commissione Sanità. Dispiace che si dicano cose profondamente sbagliato sul merito della sanità: primo è profondamente ingiusto dire che gli attuali manager, tutti, hanno creato solo danni e deficit. «Mi piace ricordare, ed è solo un esempio, che alla nomina dell'attuale direttore generale del Brotzu, il dottor Giorgio Sorrentino, ci fu un fortissimo apprezzamento e stima professionale proprio da parte dei colleghi del centrodestra, compreso l'attuale assessore alla sanità». Sorvolo poi, conclude Espa, sul fatto che l'ex direttore generale dell'Asl 8, il cosi tanto contestato Gumirato, guarda caso è finito nello staff del Presidente Obama come membro della Commissione di supporto all'ufficio Managment e budget del Ministero della Sanità Usa.

Nella foto: l'assessore alla Sanita Liori e il capogruppo del Pd Mario bruno
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