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L.P.
7 ottobre 2009
Sanità, Lai: «cominciano a pagare i cittadini»
Il candidato alla segreteria del Pd sardo Silvio Lai rilancia sul problema sanità. «Il caso dei reparti e delle tecnologie obsolete dell’azienda mista di Sassari richiama la Giunta alla riflessione»
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CAGLIARI - «Lo avevamo detto, il blitz sulla sanità avrebbe prodotto ritardi che avrebbero pagato i cittadini perché da marzo ad oggi le Asl sono di fatto commissariate e prive di una conduzione strategica da parte della Regione. La scelta della destra comincia a generare situazioni al limite dell’emergenza, bisogna correre ai ripari per evitare ulteriori, dolorose ripercussioni su pazienti e contribuenti».
Silvio Lai, candidato alla segreteria del Pd sardo, rilancia così sul caso sanità, richiamando le dichiarazioni del direttore generale dell’Azienda ospedaliero–universitaria di Sassari a un quotidiano regionale. Il manager, dichiara Lai, senza usare mezzi termini, ha parlato di «obsoleta dotazione tecnologica, carenza di risorse e urgenza nel rinnovo della dotazione tecnologica dei reparti». «Era ovvio che tutti i programmi di rinnovo dell’edilizia ospedaliera e delle tecnologie avrebbero subito un brusco stop. È vero che non si tratta di questioni nate oggi ma è vero che, come per la costruzione degli ospedali di San Gavino, Sassari e Alghero c’erano dei percorsi già avviati che si sono inesorabilmente bloccati, così come è vero che il difficile incarico dei direttori delle Aziende miste impegnati in un delicato compito di coesione tra universitari e ospedalieri ha subito dal marzo scorso, con l’invito all’ordinaria amministrazione, una delegittimazione di fatto» afferma Lai. «Con la salute non si scherza, conclude infatti Silvio Lai, la Giunta si fermi e non faccia ulteriori danni economici al portafoglio dei contribuenti e pensi solo al benessere dei cittadini». |
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