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S.A. 20 febbraio 2010
Nuovo ospedale, spariscono i fondi
L'assessore Liori in visita ad Alghero ha evidenziato come i fondi attualmente disponibili in Regione non siano sufficienti per un nuovo ospedale. Un incontro a breve discuterà della riqualificazione del Civile e di un polo unitario delle strutture
Nuovo ospedale, spariscono i fondi

ALGHERO – Stamane (sabato) come annunciato, puntuale alle 10 è arrivato all’ospedale Civile di Alghero, l’assessore regionale all'Igiene Sanità e Assistenza Sociale, Antonello Liori, accompagnato dal neo direttore generale dell’Assessorato regionale alla Sanità, Massimo Temussi. Ad attenderlo, tra gli altri, il sindaco Marco Tedde, il consigliere regionale Mario Bruno, il direttore dell’Asl di Sassari Paolo Manca.

L’esponente dell’esecutivo prima di recarsi anche al Marino, si è fermato a discutere con i rappresentanti politici e il personale medico, evidenziando da subito la disponibilità finanziaria ridotta rispetto al passato e giudicata insufficiente per un nuovo ospedale, come era nei piani della precedente Giunta Soru, che aveva destinato 80.800.000 milioni di euro per il progetto. Intorno ai 60 milioni è la cifra disponibile nel bilancio regionale attuale, una parte di quei 190 milioni annunciati lo scorso agosto dallo stesso Liori e destinati alle strutture di Cagliari, Alghero e Quartu.

Nessun accenno ai fondi Fas, ossia quei 2 miliardi che spettano alla Sardegna da parte dello Stato e che servirebbero oltre a rimodernare gli ospedali, a far funzionare meglio strade e tante altre urgenze di cui la Regione paga un conto caro quotidianamente in termini di vittime, disagi, etc. Allo stato attuale, dunque, meglio ampliare l’ospedale Civile, trasferendo ortopedia e trasformando il Marino in centro per la riabilitazione e probabilmente anche per i malati di alzheimer (secondo il progetto originario). L’estensione andrebbe a realizzare una piastra tecnologica con infrastrutture e sale operatorie; da rimodernare e aumentare, tuttavia, sarebbero anche i reparti e i posti-letto. In medicina, in particolare, dove l’assessore, se si fosse recato per una breve perlustrazione, si sarebbe reso conto della situazione precaria dei pazienti.

Tornando ai programmi, disponibilità bipartizan ad affrontare la situazione in tempi celeri da parte dei presenti, sia nell’eventualità di una nuova struttura, sia nella riqualificazione di quella esistente. Temussi ha aperto il campo anche alla possibilità di ridurre le spese e adeguarle a quelle in cassa, come avvenuto per l’ospedale di San Gavino, (in fase di realizzazione) per i quali erano stati stanziati inizialmente 95 milioni, poi ridotti a 47. Soluzione condivisa dal consigliere regionale Mario Bruno, che afferma comunque «di non mettersi di traverso nel caso si opti per la sola estensione, purchè si faccia in tempi brevi».

«Apprezzo l’invito dell’assessore all’incontro di stamane - ha dichiarato il Capogruppo regionale del Partito democratico - punto ancora sulla possibilità di recuperare i fondi Fas, ma sarò d’accordo anche per una riqualificazione se verrà realizzata presto». L’unica consolazione, infatti, è che le risorse destinate alla sanità e all’edilizia ospedaliera non sono vincolati al Patto di Stabilità e dunque disponibili da subito. Il prossimo passo sarà un altro incontro, a brevem per discutere concretamente sul da farsi. Qualcosa che assomigli un po di più ad una "prima pietra".

Nella foto: Antonello Liori e Mario Bruno



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