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Red
19 gennaio 2005
Interrogazione alla Dirindin sull’Ospedale Marino di Cagliari
Alla base di tale emergenza è il criterio usato nella suddivisione delle urgenze dell'ASL 8 attraverso una predisposizione di un calendario mensile da parte della Direzione sanitaria
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CAGLIARI - La richiesta di un intervento per ristabilire le condizioni adeguate di assistenza medica ed infermieristica, presso la Divisione di Chirurgia D'urgenza del presidio "Ospedale Marino" di Cagliari, è stata avanzata dal Consigliere Regionale Salvatore Serra con un'interrogazione all'Assessore Regionale alla Sanità.
Da qualche mese, infatti, le condizioni di difficoltà e precarietà in cui versa il predetto Presidio impedisce di garantire continuità, funzionalità e un livello minimo accettabile di assistenza ai pazienti ricoverati. Alla base di tale emergenza è il criterio usato nella suddivisione delle urgenze dell'ASL 8 attraverso una predisposizione di un calendario mensile da parte della Direzione sanitaria che assegna al reparto d'urgenza dell'Ospedale Marino 17 giorni su 30, mentre i restanti 13 vengono suddivisi tra le quattro chirurgie degli altri ospedali cittadini. Questa differenza così netta è penalizzante nei confronti dei pazienti in quanto l'Ospedale Marino che conta 30 posti letto con presenza costante di almeno 25 pazienti, e con un organico ridotto, con otto infermieri turnanti che garantiscono i turni anche notturni. E' frequente che i pazienti in regime di urgenza, rimangono in parte o completamente privi di assistenza infermieristica, quando il personale medico e infermieristico deve procedere: ad un ricovero notturno, nel caso di pazienti in gravissime condizioni per i quali è necessaria la presenza costante degli infermieri del reparto; a esami clinici o consulenze di vario tipo e gli infermieri devono uscire dalla divisione. Situazione di disagio che si ripercuote anche tra il personale infermieristico che finora con spirito di abnegazione e senso dell'etica professionale sta continuando a fare il possibile per garantire la prosecuzione del servizio ma che involontariamente non riescono a dare ai pazienti un'assistenza continua. |
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