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Red
4 aprile 2011
Sfascio sanità: crisi Cardiologia
Situazione sempre più preoccupante all'ospedale. Dopo il trasferimento a Sassari di uno dei cardiologi in organico ad Alghero è diventata impraticabile l’apertura del reparto. La denuncia di Mario Bruno
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ALGHERO - «L’Unità semplice di Cardiologia di Alghero non può più ricevere pazienti esterni: il nuovo direttore della Asl di Sassari intervenga al più presto per ripristinare il servizio»: lo denuncia il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale Mario Bruno. Infatti, spiega il consigliere algherese, «dopo il trasferimento a Sassari di uno dei cardiologi in organico ad Alghero, avvenuto lo scorso 1° aprile, è diventata impraticabile l’apertura del reparto con gravissimo disagio per i cittadini algheresi e dell’hinterland». Adesso, «anche per un semplice controllo cardiologico, sono costretti a recarsi a Sassari».
Il trasferimento «non è piovuto come un fulmine a ciel sereno», spiega Bruno: infatti, «con abbondante anticipo, il presidio algherese aveva informato la dirigenza Asl dell’impossibilità di mantenere il livello di prestazioni con un organico sottodimensionato». Purtroppo, «a Sassari non hanno preso in considerazione l’avviso, dimostrando scarsa considerazione per le serie problematiche della sanità algherese». Inoltre, dice ancora Mario Bruno, «dal 2 agosto 2006, l’Asl di Sassari ha in carico un finanziamento di 1,2 milioni per realizzare l’unità di Terapia intensiva cardiologica». Tuttavia, «al momento, non solo non c’è stato il potenziamento del reparto che dovrebbe diventare Unità complessa con relativa Unità coronarica secondo l’atto aziendale della Asl, ma addirittura si chiude vergognosamente un servizio che da anni viene svolto con efficienza ed è fondamentale per il territorio». «Non è un buon biglietto da visita per il nuovo direttore», osserva Bruno. «A lui chiediamo di porre rimedio al più presto». |
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