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A.B. 25 novembre 2011
Peste Suina Africana: parola alla Cna
I rappresentanti della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola Media Impresa-Federazione Regionale della Sardegna scrivono agli assessori De Francisci e Cherchi
Peste Suina Africana: parola alla Cna

CAGLIARI - E’ grande la preoccupazione della “Cna Alimentare” sull’emergenza relativa alla Peste Suina African ed oggi, la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, che associa numerose aziende che trasformano carni suine, ha scritto una nota agli assessori regionali Cherchi e De Francisci. «Il drastico provvedimento che prevede la sospensione a tempo indeterminato dell’esportazione di carni suine e loro derivati - si legge nella nota inviata da Michele Peano, presidente regionale di “Cna Alimentare Sardegna” - rischia di danneggiare in maniera irreparabile il settore suinicolo sardo, in particolare le oltre quattrocento aziende che, operando in un regime di sicurezza elevatissimo, sono completamente estranee alla malattia».

«Poiché le imprese accreditate e le aziende “Hblh” sono totalmente estranee alla “Psa” – continua la nota - la Cna Alimentare ritiene che, con massima urgenza, debbano essere avviate le procedure di deroga per consentire la realizzazione di “corridoi” sanitari al fine di poter movimentare le carni sane apprestando tutti i necessari presidi di sicurezza». Questa appare l’unica soluzione attualmente possibile secondo la Cna, che nella lettera inviata agli assessori prosegue: «questa misura derogatoria, già precedentemente concessa in casi analoghi in passato, sarebbe l’unica in grado di salvaguardare l’attività delle aziende suinicole regolari e nel contempo tutelare l’immagine della Sardegna in Italia e nel mondo. Se la sospensione delle esportazioni di carne suina e derivati non fosse revocata, si potrebbe infatti generare uno scandalo di tale portata che comprometterebbe per decenni le vendite di maiali sardi e derivati, nonché l’immagine del prodotto alimentare sardo nel suo complesso. Non vorremmo che il provvedimento del Ministero della Salute mettesse la Sardegna nella condizione di dover importare suini nazionali ed esteri a danno di quelle economie interne all’Isola, faticosamente costruite negli anni, che oggi rappresentano il tessuto economico sociale e identitario regionale. Questo provvedimento, laddove venisse attuato, comporterebbe la rovina della zootecnia isolana».

Inoltre, la Cna ritiene che debba essere profuso il massimo impegno per l’attuazione di un piano serio, credibile e sostenibile che preveda l’estensione dell’obbligo di macellazione al protocollo Hblh, certificando con massima sicurezza le produzioni sarde, in modo da dare un segnale forte e preciso all’Unione Europea della volontà delle imprese e della stessa Regione Autonoma della Sardegna di cancellare ogni segnale di promiscuità delle produzioni suinicole isolane. «Non è più ammissibile infatti – secondo Peano - che per responsabilità di alcuni soggetti che non rispettano le regole basilari dell’allevamento e trasformazione dei suini, un intero comparto debba essere completamente compromesso».



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