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Red 18 settembre 2012
Successo per il Festival Ichnos
Bilancio positivo per la nuova formula itinerante nell'edizione dedicata all'acqua in un evento itinerante fra i comuni di Sedilo, Neoneli, Busachi, Ula Tirso, Tadasuni e Ghilarza
Successo per il Festival Ichnos

ORISTANO - Si è chiusa con grande successo e un bilancio più che positivo l'edizione 2012 del Festival Ichnos. La veste rinnovata della manifestazione, che quest'anno si è trasformata in evento itinerante fra i comuni di Sedilo, Neoneli, Busachi, Ula Tirso, Tadasuni e Ghilarza, ha coinvolto il pubblico grazie anche al tema riecheggiato in tutti gli appuntamenti (oltre 15) in calendario dal 13 al 16 settembre. "Il silenzio dei fiumi" si è trasformato in un ricco dibattito sull'acqua e il suo utilizzo, sulle possibilità di sviluppo di un territorio – quello attorno al Lago Omodeo – che ha grande bisogno di una strategia comune e condivisa. Si è discusso di questo e molto altro nell'affollata tavola rotonda a Tadasuni dedicata a "Lago, diritti e comunità". Istituzioni, comuni e cittadini si sono confrontati sulle esigenze e sulle prospettive, cercando di superare una fase di stallo che dura da qualche decennio.

Tra passeggiate letterarie, documentari e arte (con le mostre e i laboratori di fotografia), la musica è stata la vera sintesi di questo festival. Il concerto della contrabbassista Silvia Bolognesi, nella prima sera, è stato interrotto dalla pioggia per essere ripreso subito dopo all'interno del centro sociale, ma l'acqua – tema cardine di questa edizione – sembra avere portato bene: i live di Elena Ledda, Francesca Corrias, Sandro Fresi e Gavino Murgia sono stati molto seguiti. E si sono rivelati ancora una volta diverse declinazioni dello spirito di Ichnos: quello di una musica che unisce, che avvicina i popoli e le tradizioni, in un amalgama sonoro che si aggrappa alle radici per spingersi sempre più lontano, tra originalità e sperimentazione.

Uno dei momenti più emozionanti è stata la consegna del Premio Ichnos 2012, che quest'anno è stato assegnato al Comitato internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (Cisp) per il Progetto Rifugiati Saharawi, che ha visto impegnata per lungo tempo la cooperante di Samugheo Rossella Urru. Ed è stato proprio il padre di Rossella, Graziano, a ritirare il premio, venerdì sera a Sedilo, dalle mani di uno dei fondatori del Festival, Leonardo Marras.

Il Festival Ichnos 2012 è organizzato dall’Associazione Frontes di Sedilo, dai Comuni di Sedilo, Neoneli, Busachi, Ula Tirso, Tadasuni e Ghilarza e dal Ceas Guilcier Barigadu. Hanno collaborato le associazioni di Sedilo Liass, Auser, Associazione nautica, Iloi, Sant’Antinu; le Consulte Giovanili di Sedilo e Neoneli; i giovani del servizio civile di Busachi; i centri commerciali naturali di Neoneli, Busachi e Sedilo; gli abitanti di Zuri, la cooperativa sociale Sinnos, l’Enas e la libreria Verbavoglio di Macomer. Il Festival è reso possibile grazie al contributo della Fondazione Banco di Sardegna, del Sistema Bibliotecario del Barigadu e del Sistema Bibliotecario del Guilcier.



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